Il borgo calabrese che pochi conoscono ma che sembra un presepe

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Il borgo calabrese che pochi conoscono ma che sembra un presepe

Stefano Ruggeri5 Aprile 20264 min lettura
Il borgo calabrese che pochi conoscono ma che sembra un presepe

In Calabria esiste un borgo affascinante e poco noto, che sembra un presepe vivente. Questo luogo incantevole, con le sue stradine acciottolate e le case in pietra, offre un’esperienza unica ai visitatori. Scopri quali sono le caratteristiche che rendono questo borgo così speciale e perché merita di essere visitato.

Qual è il nome del borgo calabrese che sembra un presepe?

Tra le montagne dell’Aspromonte, a pochi chilometri dal mare Ionio, si nasconde Roghudi Vecchio. Questo paesino calabrese, abbarbicato su uno sperone roccioso, sembra un quadro dipinto che prende vita tra le sue case antiche e le viuzze silenziose. Con meno di 50 abitanti stabili e un’atmosfera sospesa nel tempo, Roghudi Vecchio è davvero il borgo calabrese simile a un presepe che non ti aspetti.

L’impatto visivo è immediato: un mosaico di edifici in pietra, incastonati tra le rocce, dove le luci calde della sera disegnano ombre che ricordano le scene natalizie. Non a caso, chi lo visita racconta di aver vissuto la magia di un presepe vivente, tra rumori ovattati e panorami mozzafiato.

Cosa rende Roghudi Vecchio unico e affascinante?

Il segreto di Roghudi Vecchio sta nell’isolamento e nella sua architettura genuina. Le case in pietra, molte delle quali costruite tra il Settecento e l’Ottocento, conservano ancora i segni della vita contadina. Il borgo ha vissuto lo spopolamento negli anni ’70, dopo alcune alluvioni che lo resero quasi inaccessibile, rafforzando la sensazione di un luogo fuori dal tempo.

L’atmosfera è raccolta e intima: camminando tra i vicoli stretti, ti sembra di sentire ancora le voci degli antichi abitanti. Ogni angolo racconta una storia, ogni scorcio offre una prospettiva nuova su paesaggi aspri e selvaggi. Tutto è autentico, senza contaminazioni moderne.

Quali sono le attrazioni principali da visitare nel borgo?

  • La Chiesa di San Nicola: edificata nel XVII secolo, sorge al centro del villaggio e conserva altari lignei originali. Anche se oggi non è sempre aperta, la sua facciata rustica è uno dei simboli del borgo.
  • Punti panoramici spettacolari: la “Pietra della Spusa”, una roccia a picco sulla vallata, offre una vista unica sulle fiumare e sul massiccio dell’Aspromonte. Qui il tramonto regala colori intensi e una pace assoluta.
  • I vicoli acciottolati: ogni stradina è un viaggio nella storia. Puoi perderti tra archi, scalinate e case diroccate che raccontano la resilienza degli abitanti.
  • I resti delle case torri: alcune abitazioni, costruite come piccole fortezze, testimoniano l’antico bisogno di difesa e il ruolo strategico del borgo.
  • Eventi e tradizioni: a Roghudi Vecchio si celebra ogni anno, a fine settembre, la festa di San Nicola, patrono del paese. L’evento richiama molti ex residenti e visitatori, che si raccolgono per una processione suggestiva tra le antiche mura e per riscoprire le tradizioni culinarie locali.

Come arrivare e quando visitare il borgo calabrese?

Roghudi Vecchio si raggiunge percorrendo una strada panoramica che parte da Melito Porto Salvo. Gli ultimi chilometri attraversano paesaggi selvaggi, tra canyon e fiumare. È consigliabile usare un’auto robusta, poiché il tragitto è tortuoso e in alcuni tratti sterrato.

Il periodo migliore per visitare il borgo calabrese è la primavera o l’autunno, quando il clima è mite e la natura circostante si veste di colori intensi. In estate le temperature possono essere elevate, ma le serate restano fresche grazie alla brezza di montagna. Se vuoi vivere l’emozione di un villaggio calabrese in festa, scegli il periodo della festa patronale di San Nicola: tra musica folk, sapori genuini e accoglienza calorosa, ti sentirai davvero parte della comunità.

Perché Roghudi Vecchio merita di essere scoperto?

Nonostante sia uno dei borghi calabresi nascosti, Roghudi Vecchio conserva una vitalità silenziosa. Il silenzio che avvolge le sue strade è lo stesso che, secoli fa, proteggeva le sue famiglie. Oggi puoi ascoltare solo il vento tra i tetti e il canto degli uccelli, ma proprio questa quiete ti permette di assaporare l’autenticità e la forza di un luogo che ha resistito al tempo.

Nel cuore dell’Aspromonte, Roghudi Vecchio rappresenta la memoria di una Calabria antica, fatta di tradizioni, paesaggi incontaminati e storie vere. Visitarlo significa immergersi in un presepe vivente dove ogni dettaglio, dalle pietre alle case abbellite da piante rampicanti, sembra raccontare una fiaba senza tempo.

  • Popolazione: meno di 50 abitanti permanenti
  • Chiesa di San Nicola: costruita nel XVII secolo
  • Festa patronale: fine settembre (San Nicola)
  • Punto panoramico principale: Pietra della Spusa

Se cerchi un borgo calabrese da visitare lontano dalle rotte turistiche, dove il tempo sembra essersi fermato, Roghudi Vecchio saprà sorprenderti. Qui la bellezza sta nei dettagli, nell’accoglienza discreta dei pochi residenti e nello scenario naturale che incornicia ogni scorcio. Un’esperienza che ti farà sentire parte di un presepe vivente, tra storia, natura e autenticità.

Stefano Ruggeri

Accompagnatore di Media Montagna, Esperto di Turismo Attivo

Accompagnatore di Media Montagna abilitato dal Collegio Guide Alpine del Trentino-Alto Adige. Da 12 anni organizza trekking, escursioni e vacanze attive sulle Alpi e sugli Appennini. Istruttore CAI (Club Alpino Italiano), scrive di sentieri, rifugi, sicurezza in montagna e turismo naturalistico con la competenza di chi vive la montagna tutto l'anno.

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