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Passeggiata tra archeologia e natura nel Parco di Gianola e sul monte di Scauri

di VALENTINA DI RAIMO*

*Archeologa e collaboratore restauratore. Laureata presso l’Università “Sapienza” di Roma,  durante il percorso di studi si è perfezionata nel restauro di materiali antichi presso la Scuola di Arti e Mestieri del Comune di Roma. Nel 2012 diventa promotore turistico giovanile. Dal 2014 è perito tecnico presso la Camera del Commercio di Roma. Lavora come archeologa e restauratrice presso enti pubblici e privati. Ha collaborato e collabora con diversi musei e associazioni culturali come operatore didattico.

 

A ridosso di un lembo di terra che guarda il Golfo di Gaeta c’è il Parco regionale di Gianola e del Monte di Scauri, gestito dall’Ente Parco Riviera di Ulisse. Un angolo di macchia mediterranea, con i sentieri che si distendono tra  arbusti e rocce.

Approfittando dell’evento “Cammina con me”, insieme a due esperte e gentilissime guide, ci si può immergere in un percorso fatto di natura e archeologia, ricco dei profumi e colori. Seguendo il sentiero ci si trova di fronte il piccolo Porto Cofenello,  una sparuta ma incantevole insenatura, completamente protetta dagli scogli; a pochi passi c’è il Porticciolo romano, che in realtà non è un vero e proprio porto, o meglio non lo era in origine. La confusione è dovuta probabilmente all’uso antico di menzionare come portus anche le insenature naturali di norma usate per l’attracco.  In verità  il porto di Gianola fu reso tale solo nel 1930, come rifugio per le piccole imbarcazioni private che sfruttavano la calanca per ripararsi, ma non per questo è meno suggestivo di un reale porto di epoca romana. Le sponde opposte delle banchine si prolungano l’una verso l’altra seguendo la linea dell’orizzonte, a delimitare il piccolo bacino e separandolo così dal mare aperto e dal suggestivo sfondo di Gaeta. I moli recenti sono stati costruiti su una precedente struttura muraria, sicuramente di epoca romana, ma non inerente un porto, bensì un sistema di canali di alimentazione di una peschiera per l’allevamento ittico, che probabilmente sfruttava anche una piccola sorgente di acqua dolce vicino la spiaggia, per fronteggiare il surriscaldamento e l’aumento della salinità dell’acqua. La peschiera era parte integrante dell’attigua villa di Mamurra, importante personaggio di origine formiana nel I sec. a.C.,  praefectus fabrum (ufficiale a capo dell’esercito) di Cesare in Gallia e Britannia, dove riuscì ad accumulare grandi ricchezze, tanto da guadagnarsi l’odio di diverse personalità, in particolar modo di Catullo, che non gli risparmiò epiteti coloriti nelle sue invettive.

porticciolo gianola

La villa di Mamurra è armonicamente inserita nel paesaggio , disposta su ben tre livelli dalla sommità del monte al mare, con un sistema di cisterne tali da alimentare un’intera città. Il fulcro dell’intero complesso era la sala ottagonale, oggi in fase di restauro, erroneamente indicata come Tempio di Giano per la forma e la decorazione del soffitto decorato a mosaico con volta stellata. Si trattava invece di un musaeum, come è confermato dal ritrovamento di un gruppo di ritratti di periodo imperiale, parte di una galleria di famiglia (esposti al Museo Archeologico Nazionale di Formia), e probabilmente fu il prototipo della più famosa sala ottagonale della Domus Aurea voluta da Nerone dopo l’incendio del 64 d.C.

Dell’intero complesso oggi è visitabile solo una parte, poiché il tempo e le distruzioni della II Guerra Mondiale hanno danneggiato buona parte delle strutture, ma questo non rende la visita meno incantevole, tra rocce affioranti e macchia mediterranea che si contendono il territorio assieme ai mammiferi e agli uccelli che le abitano.

La zona a ridosso della Cisterna Maggiore è stata adibita a centro di inanellamento delle specie dell’avifauna migratoria, dove tecnici specializzati si occupano del censimento e della schedatura dei volatili che si spostano verso l’Italia e l’Europa. Per pochi giorni ancora sarà possibile assistere alle attività di ricerca.

L’Ente Parco Riviera di Ulisse organizza l’evento “Cammina con me” ogni settimana, per informazioni si può visitare la pagina facebook o il sito internet. L’Associazione Culturale Lestrigonia si occupa invece delle visite guidate nell’intera area archeologica.

[foto di Valentina Di Raimo]