Home Cassinate Montagne alla mercè di collezionisti senza scrupoli. Nessuno tocchi i soldati

Montagne alla mercè di collezionisti senza scrupoli. Nessuno tocchi i soldati

Roberto Ruggiero è un giovane originario di Coreno Ausonio, ricercatore universitario presso la Sapienza di Roma.

Ecco l’avventura che gli è capitata l’ultima volta che ha passeggiato sulla linea Gustav.

Nel corso delle attività campeggistiche svolte sui Monti Aurunci insieme al dottor Adriano De Francesco, durante una passeggiata nelle immediate vicinanze della nostra tenda veniamo attirati da un grande trinceramento risalente al periodo della seconda guerra mondiale.

Le tracce di scavo all’interno della postazione erano evidenti: numerosi massi del parapetto che crollando avevano coperto l’interno della fortificazione erano stati scaraventati nell’area circostante, sul parapetto abbiamo trovato accumulati i resti di scatolame e munizionamento vario, oltre che una bottiglia di acqua minerale abbandonata in epoca recente.

All’interno della postazione, dalla terra parzialmente smottata, emergevano inoltre alcune monete di piccolo taglio risalenti al periodo della seconda guerra mondiale. Siamo entrati nella postazione militare, per renderci conto quasi subito che dal terreno emergevano anche resti ossei che il dottor De Francesco ha immediatamente identificato come resti umani.

Quasi certamente si tratta di un giovane militare tedesco, a giudicare dai ritrovamenti di munizionamento in dotazione alle forze armate tedesche, oltre ad alcune monete tedesche ed italiane.

Constatata l’impossibilità di ricostruire la dinamica degli eventi che hanno portato la morte della persona in oggetto a causa degli scavi precedenti che hanno stravolto irrimediabilmente l’area ci siamo dedicati a ricomporre quanti più resti ci è stato possibile, per impedire che rimanessero sparpagliati confusamente alla mercé delle intemperie. Una volta raccolti in una busta trasparente e riseppelliti all’interno della postazione, vi abbiamo collochiamo una croce improvvisata.

L’8 agosto, non appena ritornati a Coreno Ausonio, segnaliamo l’accaduto ai carabinieri di Ausonia, che nella stessa giornata accompagniamo nel luogo del ritrovamento per recuperare i resti.

Nei giorni successivi, in accordo con le forze dell’ordine, ho svolto delle ricerche approfondite per tentare di identificare il militare caduto mediante la ricerca del piastrino di riconoscimento o di un qualsiasi altro oggetto personale che potesse dare informazioni sul defunto proprietario. Le ricerche sono durate fino al 13 agosto e hanno coinvolto sia dei giovani volontari del luogo sia l’Associazione Linea Gustav Fronte Garigliano, con la quale in passato ho avuto modo di collaborare durante iniziative culturali constatandone la professionalità e la sensibilità riguardo le attività di divulgazione storica sul territorio.

Al termine delle ricerche non è stato possibile identificare il militare.

Azzardando una ricostruzione, in base a quanto è stato possibile constatare, il militare ucciso durante i combattimenti del maggio 1944 è stato depredato del suo equipaggiamento nel periodo immediatamente successivo al passaggio del fronte, per poi essere seppellito sotto alcune pietre che componevano il parapetto. La sepoltura improvvisata ha celato le spoglie del militare agli addetti alle ricerche dei militari caduti effettuate nel dopoguerra. Durante non precisate attività di scavo, svolte in tempi recenti, i resti sono affiorati senza che chi ha effettuato il ritrovamento denunciasse il macabro ritrovamento alle autorità competenti o quantomeno si preoccupasse di proteggere le ossa del militare dalle intemperie.

L’assenza del piastrino identificativo, indispensabile per dare un nome ai drammatici resti, fa supporre che sia stato trafugato.

I monti Aurunci, testimoni silenziosi dei combattimenti che infuriarono durante il 1943 e il 1944, sono da anni terreno di scavo. Sebbene molte siano le associazioni e molti i singoli ricercatori che conducono le proprie ricerche con rispetto per l’ambiente e per la drammatica storia del territorio, le montagne sono da tempo luogo di razzia da parte di collezionisti senza scrupoli. Morbosamente attratti dal possesso di reperti militari, spesso successivamente venduti, conducono le proprie ricerche senza alcun riguardo per il territorio crivellando il terreno e devastando gli antichi trinceramenti.

Più volte, insieme all’Associazione Linea Gustav Fronte Garigliano, ho denunciato lo stato indecoroso nel quale versano i territori montuosi che interessano i comuni di Castelforte, Coreno Ausonio e Vallemaio.

Spero che questo drammatico ritrovamento faccia riflettere sull’importanza della salvaguardia del territorio e della sua Storia.

Per oltre 70 anni una famiglia in Germania ha atteso notizie da un parente che non è più tornato. Un padre, un marito, un figlio di cui non si è saputo più nulla, ingoiato nell’assurda carneficina della seconda guerra mondiale. Oggi, se queste persone non potranno piangere un proprio caro, se a questo militare verrà negato il diritto ad una sepoltura con il proprio nome, lo si dovrà probabilmente al capriccio di chi ha barattato la propria dignità di essere umano in cambio di un pezzo di metallo.

Pronta a fare la sua parte l’Amministrazione comunale di Coreno Ausonio. Il sindaco Domenico Corte ha affermato:

Come Amministrazione Comunale, sia pur con le limitate risorse disponibili, stiamo investendo molto alla valorizzazione e tutela del territorio. Diverse iniziative sono state promosse proprio lungo la Linea Gustav come la mappatura dei Sentieri e le Rievocazioni Storiche e non possiamo non condividere l’amara riflessione di Roberto Ruggiero che ringraziamo sia per l’opera meritevole di storico locale che per le tante collaborazioni intraprese con il comune. Purtroppo i terreni montuosi che attraversano il nostro comune sono tutti di proprietà privata e quindi non sempre è facile intervenire ma sicuramente approfondiremo e valuteremo la possibilità di approvare un Regolamento per la salvaguardia del territorio e della sua storia.