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Missione proteggere il patrimonio di Pastena. Il Consiglio sposa “borghi più belli d’Italia”

di Arturo Gnesi, sindaco di Pastena

Il comune di Pastena ha approvato nell’ultimo consiglio, l’adesione all’associazione “i borghi più belli d’Italia” facendo così un ulteriore passo in avanti per il rispetto e la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed ambientale.

Attraverso la verifica dei requisiti stabiliti da una predefinita “carta di qualità” si potrà successivamente utilizzare il marchio che costituisce una garanzia internazionale di piena armonia tra lo sviluppo urbanistico e la salvaguardia della bellezza storica e naturalistica del nostro paese.

Questa iniziativa consentirà inoltre la crescita sociale del territorio, il rilancio della sua economia soprattutto quella legata al turismo e ai prodotti eno-gastronomici locali che avranno  maggiori spazi di mercato e di commercializzazione.

Il nostro paese, in questo periodo di crisi economica nazionale e di risanamento della bancarotta finanziaria ereditata dopo anni di leggerezze e sviste amministrative sta cercando tutte le strade per recuperare il tempo perduto e per porre rimedio ai molti errori del passato che hanno pregiudicato lo sviluppo e la valorizzazione delle Grotte  e delle attività economiche incentrate  sull’accoglienza e sull’ospitalità dei turisti.

Questo è solo un aspetto delle iniziative che stiamo realizzando per rendere la storia del nostro paese, le tradizioni culturali e le bellezze paesaggistiche un patrimonio inalienabile della comunità locale e simbolo di un progresso che non stravolge e  distrugge l’identità culturale di un borgo e della gente che lo vive.

Dovrà crescere accanto ad un nuovo stile del governo locale, una mentalità imprenditoriale capace di puntare sulla qualità dei prodotti e dell’offerta turistica, ci vorranno investimenti finanziari ma anche idee innovative per trasformare in ricchezza, culturale ed economica, quello che sinora è apparso solo un triste retaggio del mondo contadino e della civiltà rurale.

Le nostre comunità hanno bisogno di attenzione e rispetto e non possono essere annoverate ad “aziende inutili e parassitarie” perché rappresentano le basi della convivenza civile, l’antidoto alla disperazione delle periferie e il rimedio alla dispersione e alle devianze comportamentali di agglomerati urbani senz’anima e senza futuro.

Ecco perché occorre non far morire i nostri borghi e non vanno abbandonati i nostri centri storici altrimenti rischiamo di proiettare la vita quotidiana in spazi virtuali e amori effimeri.