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“Brutta e inutile”: lo storico di Sant’Elia contro la campata di ferro sul ponte di rio dell’Inferno

Lo storico Benedetto Di Mambro torna a scrivere alla Soprintendenza dei Beni Culturali e Paesaggistici della Regione Lazio presso la sede di Cassino e al Ministero. Al centro della missiva questa volta la struttura di ferro in fase di montaggio a Sant’Elia Fiumerapido, sul ponte (circa m. 90 di lunghezza e 10 di altezza) che porta alla frazione Portella attraversando il verde e selvaggio Rio dell’Inferno.

CAMPATA SANT'ELIA

Lo sdegno dello storico

“Amo il mio paese, la sua storia, i suoi resti archeologici, architettonici ed il suo fiorente ambiente paesaggistico. Non tollero che vi si ponga mano per deturparlo o addirittura distruggerlo. Il mio senso civico mi impone di segnalarvi la realizzazione di un’ abominevole quanto inutile grossa campata tutta in ferro. La campata,  caratterizzata da due massicce travi portanti in ferro ricurve e parallele e da intrecci anch’essi in ferro, è lunga m. 21, larga m. 2 e alta m. 8. Impatta violentemente con l’ampio e incontaminato ambiente circostante, selvaggio e verdeggiante.  Inferno Track chiamarono i soldati Alleati, nel gennaio 1944, quella larga, profonda e lunga fenditura naturale nel terreno detto Rio o Vallone dell’Inferno che, fra calanchi naturali, scende da Acquafondata fino a Cassino per circa Km. 14 e per un dislivello di 900 metri e che a Portella crea un vasto e profondo avvallamento. Quel luogo, appartato, nascosto e ben difeso fu per gli Alleati il posto ideale per porvi le proprie basi logistiche in relazione ai rifornimenti da Acquafondata Qui il luogo impervio è ombreggiato da folta e selvaggia vegetazione e quella grossa campata in ferro, isolata e quanto mai inuile, ad un lato dell’ultra sessantennale ponte in pietre e cemento sul Vallone crea un orrendo spettacolo visivo ed ambientale. Solo dispendioso spreco di denaro pubblico per un  “monumento all’inutilità”.

Quindi, Benedetto Di Mambro chiede di intervenire per “bloccare e far buttare giù quel mostro di acciaio fra il verde incontaminato del Rio dell’Inferno e di far riportare tutto al suo aspetto naturale e originario”.