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Formia- La storia di Maria, gara di solidarietà per restituire la 16enne alla famiglia

Quello della disabilità è un dramma silenzioso che ricade interamente sulle spalle delle famiglie. Il
pensiero dei genitori, l’ansia del “dopo di noi”, l’esigenza di far fronte ogni giorno ai bisogni di chi non è autosufficiente. E poi ci sono loro, gli altri figli, fratelli e sorelle dei ragazzi disabili, di cui si parla poco, anzi
niente.
Questa è la storia di Maria (nome di fantasia), 16 anni, di Messina. Il fratellino di 9
anni è affetto da una patologia genetica che lo ha reso gravemente disabile.
Per effettuare gli accertamenti clinici di cui ha bisogno, lunghi e costosi, la
famiglia si è trasferita da qualche settimana a Pisa, domiciliata presso un
Istituto di suore. Persone umili, lavoratori.

Dopo un alterco con i genitori, Maria scappa. Lancia la borsa dalla finestra per non
destare sospetti, esce dall’Istituto di suore e va via, diretta alla stazione.
Vuole tornarsene a Messina. Non ha soldi, né biglietto, né cellulare. Parte da
Pisa alle 17.45 di mercoledì. Raggiunge Roma e, dopo una breve sosta alla
stazione Termini, sale sul primo treno diretto verso sud. E’ spaventata,
piange. Il controllore la trova senza biglietto e la fa scendere a Latina.
Nonostante sia minorenne, nonostante la legge preveda che debba essere
accompagnata presso il più vicino presidio della Polizia Ferroviaria che non è
a Latina ma a Formia. Si mette male, Maria ha sempre più paura. E’ notte e
nelle stazioni non si incontra bella gente. Un tassista vede quella ragazza
così giovane, in lacrime. Decide di aiutarla. La accompagna all’albergo più
vicino e le paga il pernottamento. Non la sfiora neanche. Nell’avversità, Maria
può dirsi fortunata.

La mattina seguente, la ragazza torna alla stazione e prende un altro treno. Direzione
sud, naturalmente. Viene intercettata da un controllore che ancora una volta la
fa scendere, stavolta a Formia, dove la Polfer c’è ma dove nessuno la
accompagna. Disperata, Maria vaga per le strade del centro, diretta alla
Caritas. Forse ha fame. Ha capito che, così facendo, non riuscirà mai a
raggiungere Messina. Trova la Caritas tra i vicoli di Castellone. Lavori di ristrutturazione in corso, non possono darle ospitalità. Maria se ne va e scende in Piazza Santa Teresa. Entra in Chiesa e si sfoga. Piange a
dirotto, non sa cosa fare. Giovanna, pensionata di Formia, si avvicina a lei e
le chiede se ha bisogno d’aiuto. Maria le stringe la mano e si affida.

Con grande altruismo e sensibilità, Giovanna si prende cura della ragazza e la accompagna
ai Servizi Sociali del Comune. Qui Maria è arrivata intorno alle 10.30 di ieri
mattina, accolta dall’assistente sociale Mariangela Parasmo.
Continuava a piangere, non sapeva dove andare e non ricordava il numero dei
genitori, memorizzato sul cellulare che aveva lasciato a Pisa. La psicologa
Stefania Galise ha avviato un colloquio psicologico con la ragazza. Prima di
tutto l’ha tranquillizzata. Poi l’ufficio si è messo alla ricerca dei genitori,
trovati grazie alla collaborazione dell’Arma. Già dalla sera prima, disperata,
la madre aveva denunciato la scomparsa della figlia al comando dei Carabinieri
di Pisa. Raggiunta al telefono, la donna ha preso il primo treno utile ed è
arrivata a Formia alle 18 di ieri. Commovente l’abbraccio alla stazione. Maria
è scoppiata in lacrime e, dopo aver ringraziato gli operatori sociali del
Comune, madre e figlia sono ripartite alla volta di Pisa dove le attende
un’altra battaglia. Quella per la vita di un bambino di nove anni.

“Voglio ringraziare i nostri Servizi Sociali – sostiene il Sindaco
Sandro Bartolomeo – per la professionalità e l’umanità dimostrata in questa ed
altre occasioni. Allo stesso modo voglio ringraziare la signora formiana che ha
accolto la ragazza e l’ha condotta nei nostri uffici. In un’epoca segnata dall’indifferenza,
un esempio di solidarietà così grande va sottolineato e premiato con tutta la
riconoscenza che possiamo. Se oggi la ragazza sta bene, affidata all’amore dei
genitori, è anche e soprattutto grazie al suo contributo di umanità”.