Home Viaggio tra gli Umani di Chiara Lavalle La festa della mamma e il caso della piccola Fortuna

La festa della mamma e il caso della piccola Fortuna

di Chiara LAVALLE

Il caso di Fortuna – nome che sembra quasi uno scherzo del destino -, la bambina uccisa da chi prima di buttarla giù da un ottavo piano aveva abusato di lei, fa riflettere, ma non solo, o non tanto, per la crudeltà operata nei confronti della bambina. Quello che mi ha più stupito e, allo stesso tempo, angosciato è stato leggere gli estratti delle testimonianze dei bambini, grazie ai quali, c’è stata la svolta nelle indagini.

Perché stupito e allo stesso tempo angosciato? Stupito per il coraggio che i bambini, anche in questa occasione, hanno dimostrato rispetto all’omertà e al silenzio di tanti adulti, e angosciato perché è incredibile, in un mondo che i bambini dovrebbe proteggerli, custodirli, preservarli, che debbano essere proprio loro – i bambini – a confessare, a puntare il dito contro i carnefici, a cercare dentro se stessi la forza e le parole per accusare: come se fossero figli di nessuno, come se fossero soli su questa terra.

E non si tratta di una questione, come molti vorrebbero farla passare, da relegare solo al sud o ai quartieri più poveri delle città: gli abusi sui bambini avvengono in tutte le parti d’Italia e del mondo, ad opera, spesso, di persone insospettabili. Basti pensare allo scandalo pedofilia dei preti, venuto fuori negli ultimi anni, e, ancora spesso, condito di nuove notizie, o anche ai maltrattamenti che purtroppo, quotidianamente, i bambini subiscono negli asili ad opera di chi, in quelle ore, rappresenta, o dovrebbe rappresentare, una seconda madre, un secondo padre e dovrebbe fare in modo che loro si sentano a casa, sicuri, protetti.

Mi chiedo spesso, di fronte a fatti di violenza, come si faccia ad essere così crudeli verso un proprio simile. Quando, però, si tratta di bambini, faccio addirittura fatica a pormi la domanda. Come si fa, infatti, solo a concepire l’idea di poter essere cattivi e violenti contro quelli che rappresentano l’emblema della spensieratezza, dell’innocenza, della bontà, della semplicità, della purezza, della sincerità, della bellezza d’animo: tutte caratteristiche che non hanno nulla a che fare con la brutalità di certi uomini e di certe donne.

Perché è vero che, spesso, sono gli uomini ad essere i cattivi, ma io credo che siano altrettanto cattive anche tutte quelle donne, madri delle vittime o a conoscenza degli abusi che vengono fatti sui figli di altre madri, che per paura, per il cosiddetto quieto vivere, per l’egoismo o il menefreghismo, preferiscono non denunciare, camminare sempre a testa bassa, accettare i ricatti, non sapendo che, in realtà, neanche in questo modo potranno dirsi al sicuro, al riparo, lontane o salve da quei problemi.

Molti invocano per questi uomini condanne pesanti, importanti, drastiche. Emotivamente, si rischia di lasciarsi trascinare da chi li metterebbe alla gogna. Razionalmente, però, io credo che sia più importante il prima rispetto al dopo. Quando i bambini sono già diventati vittime, hanno subito, hanno incontrato il loro carnefice, è già troppo tardi. Quei bambini non saranno più dei bambini, e, molto probabilmente, anche da grandi non avranno una vita serena, tranquilla, felice. Quello che dovremmo fare, come società, a partire dalle madri, persone nate per donare la vita, è proteggerli prima, intercettare i segnali, allontanarli da quegli individui che potrebbero avere altre mire.

Per questo motivo, nel giorno in cui si festeggiano le mamme, gli auguri vanno a tutte quelle donne che non hanno solo scelto di offrire il loro corpo, il loro tempo, la loro anima ad un’altra o altre persone, ma hanno anche deciso di accompagnare le nuove vite per tutta la loro esistenza, di custodire, proteggere, preservare i propri figli dai mali del mondo; a tutte quelle madri che, ogni giorno, si sacrificano per rendere il mondo dei propri figli e dei figli delle altre madri un po’ più bello e sicuro di quello attuale; a tutte quelle madri che darebbero, letteralmente, la propria vita pur di proteggere i propri figli; a tutte quelle madri che hanno scelto, con coraggio, forza, amore, di cambiare vita: alle mogli dei mafiosi o a quelle che avevano un marito violento, che con le loro decisioni, rischiando la propria vita, sfidando la violenza e la forza degli uomini che pensavano di averle in pugno, hanno preferito mettere al primo posto la vita dei loro figli, per offrire loro una vita diversa, migliore, nuova, fatta di speranza, di studio, istruzione affinché potessero dimenticare le loro origini fatte di ricatti, compromessi, sangue.

A tutte le donne che sono mamme, a quelle che desiderano esserlo, a quelle che presto lo saranno, a quelle che lo sono da poco, a tutte quelle donne che pur non avendo figli biologici si sentono mamme: l’augurio che possiate sempre avere il coraggio, la forza e la voglia di accompagnare e proteggere i vostri figli dalla cattiveria, dalla crudeltà e dalla brutalità di un certo tipo di umanità, affinché il destino dei vostri bambini sia diverso da quello di Fortuna e di tanti altri bambini nel mondo. Fate in modo che non siano loro ad insegnarvi che l’omertà e il silenzio non corrispondono alla Giustizia e alla Verità.

Auguri, Mamme: che possiate sempre mostrare ai vostri figli che un giorno diventeranno adulti, attraverso i vostri gesti quotidiani, fatti di amore, pazienza, bontà, che un modo per combattere il Male di questo mondo c’è.