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Sicurezza, crescono le truffe informatiche, le estorsioni e il riciclaggio

di ALESSANDRA PARENTE

Si delinque di meno. I numeri parlano chiaro. Almeno secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, sulle statistiche provinciali e regionali sull’attività delittuosa del 2015.

Analizzando meglio i numeri, però, si scoprono aspetti molto rilevanti per capire il reale andamento della situazione in Italia, partendo proprio dalle singole province. Crescono le truffe e le frodi informatiche, di pari passo con il sempre crescente uso del mezzo informatico, le estorsioni e il riciclaggio di proventi illeciti. Reati apparentemente meno percepiti e aggressivi certo, rispetto ai classici scippi, rapine e aggressioni fisiche, che influenzano di più la percezione della sicurezza; ma reati che sono lo specchio di come l’attività delittuosa si adegui molto bene ai tempi che cambiano.

Partendo dal presupposto che quasi la metà dei delitti ancora oggi non viene denunciata, emerge comunque che la diminuzione dei reati su strada è dovuta sia al maggiore controllo sulle strade (che è tangibile soprattutto nei centri medi e grandi), sia all’impoverimento delle potenziali vittime.

Infatti se si analizzano i dati delle province (106 le province attuali) più colpite da reati quali furti (in abitazione, in esercizi commerciali, di autovetture)e borseggi emerge che: al primo posto per furti totali c’è Rimini, poi Bologna, Ravenna e Reggio Emilia; per furti in abitazione le province più colpite sono Ravenna, Savona e Lucca (le ultime tre Potenza, Oristano e Isernia); per furti in esercizi commerciali (con una media che è pari a più del doppio di quella nazionale) al primo posto c’è Bologna, poi Milano e Rimini (le più tranquille Enna, Nuoro e Potenza); per furti di autovetture le prime sono Barletta, Bari, Catania, Foggia, Napoli, Caserta, Roma , Palermo e Milano. Il dato sui borseggi è ancor più stupefacente : al primo posto  c’è Rimini, poi Bologna, Milano, Torino, Roma, Venezia, Genova, Firenze, Trieste e Pisa. Per quanto riguarda le rapine, in calo dell’11% rispetto al 2014, le province più colpite sono Napoli (195 ogni 100mila abitanti), Milano (123), Catania e Bari (rispettivamente 109 e 105); per gli scippi le province più colpite sono Prato (83 ogni 100mila abitanti) e Napoli (81), le più tranquille Oristano, Nuoro, Rieti, Sondrio e Matera.

In netto aumento rispetto al 2014, con un più 8,8% e 145mila denunce, ci sono invece le truffe e le frodi informatiche. Il peggioramento interessa quasi tutte le province; le più colpite sono Verbano Cusio Ossola, Trieste, Savona, Bologna e Napoli (della serie o’pacc ormai si fa online!).

A segnare un incremento (e parliamo di tipologie di reato per le quali la vittima ha ancora molta difficoltà a denunciare) sono le estorsioni (più 20%) e il riciclaggio di denaro e proventi illeciti (più 13%).

Passando ora ad osservare la situazione delle province a noi vicine: Frosinone è al 94simo posto su 106 province per reati denunciati nel 2015 in rapporto alla popolazione. Oltre 13mila denunce in totale per i reati sopradescritti, 2728 ogni 100mila abitanti. Latina è più alta in classifica, al 43simo posto con oltre 22mila denunce, 3947 ogni 100mila abitanti.

Nella provincia di Frosinone spiccano per numero di denunce i furti in abitazione (218 ogni 100mila abitanti) e le truffe e frodi informatiche (213 ogni 100mila abitanti), mentre bassissimo è il numero delle estorsioni e del riciclaggio di denaro da proventi illeciti denunciati (cosa ben lontana dal dire che questi reati non siano compiuti). Nella provincia di Latina spiccano per denunce oltre ai furti in abitazione (362 ogni 100mila abitanti), i furti cosiddetti con destrezza (cioè quando si è derubati senza neanche accorgersene, viste le particolari abilità del ladro) che sono 163 ogni 100mila abitanti; contiguo a quello di Frosinone è il dato su truffe e frodi informatiche.

La regione Lazio è terza per numero di reati denunciati (meno 6,7% rispetto al 2014), dopo la Liguria e l’Emilia Romagna che è prima.

In sostanza dove l’economia gira di più e meglio, aumentano anche i reati. Di conseguenza, se ci fosse l’adeguata attenzione mediatica all’insicurezza nei rapporti economici e d’affari, e non solo ai reati di strada (trattati spesso con un’enfasi ingiustificata), potrebbe essere centrata una delle vere priorità dell’ordine pubblico e dell’economia del Paese.