Home Terza Pagina Sesso e grammatica, l’editore Iannacone: “La sindaca rispetta entrambi”

Sesso e grammatica, l’editore Iannacone: “La sindaca rispetta entrambi”

di Amerigo Iannacone

Mi offre l’occasione per tornare su un punto già altre volte toccato, un giornalista televisivo che ha citato «la sindaco di Roma», con un’evidente discordanza grammaticale: “sindaco” è maschile, “la” è femminile.

Premettendo che secondo me non ci sarebbe niente di male a dire “la sindaca”, anche se il nostro orecchio non è ancora abituato a sentire la parola “sindaco” trasformata al femminile, bisogna precisare che il genere grammaticale è cosa diversa da quello che corrisponde effettivamente al genere sessuale indicato dalla parola (genere naturale), il “libro” è maschile, ma non è maschio, come la “penna” è femminile, ma non è femmina. D’altra parte, per esempio diciamo “il mare”, “il fiore” (maschili), i francesi dicono “la mer”, “la fleur” (femminili), ma il mare e il fiore non sono né maschi né femmine. Così come “la felicità” in italiano è femminile, ma in francese, “le bonheur” è maschile. Ma la felicità non è né maschio né femmina.

Il genere grammaticale è indipendente dal genere sessuale: “la spia”, femminile, può essere maschio o femmina, “la guardia” e “la sentinella”, generalmente sono machi, “il soprano”, “il contralto”, maschili, sono femmine.

Allora la concordanza grammaticale ci vuole: come non possiamo dire “il guadia”, “il sentinella”, così non possiamo dire nemmeno “la soprano”, “la sindaco”.

Restando fermo che potremo dire, per esempio, “il sindaco di Roma, Dott.ssa Virginia Raggi”, o “il sindaco di Torino, Dott.ssa Chiara Appendino, ritengo che la forma migliore sia “la sindaca” (e “l’assessora”, “la consigliera”, “l’avvocata”, ecc). Rispettando cosí, al tempo stesso, sesso e grammatica.