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Nel rifugio di Charles Moulin, il pittore eremita delle Mainarde “che viveva per l’arte”

di Benedetto Di Mambro

Una passeggiata in montagna degli amici Mario Todisco e Paolo D’Agostino ci ha riconsegnato una fantastica storia della pittura simbolista europea.

Ne ho tratto interessanti e appassionanti notizie.

Da Cassino si va a Rocchetta al Volturno in Provincia di Isernia: circa Km. 50 per un’ora di auto.

Si prosegue  verso Castelnuovo al Volturno, una frazione di poco più di 300 abitanti, distante 3 chilometri a 693 metri di altitudine. Da lì si scala a piedi il vicino Monte Marrone (m. 1810) nel massiccio delle Mainarde. Due ore di cammino fra boschi di faggi per un dislivello di circa 1120 metri.

Giunti fin su quasi in cima ci si imbatte con un capanno incastonato fra grossi massi, ben costruito con muretti a secco che si tengono proprio fra tre grossi massi, il tetto montato con grossi tronchi di faggio ben tenuti fra loro e ricoperti da strati di erba. Al di là della porta di ingresso, un’unica stanza con due finestre e un grosso ramo di faggio piantato in verticale al centro della stanza a sorreggere il tetto.

Era il rifugio artistico del pittore francese Charles Moulin, nato nel 1869 a Lille, in Francia, ai confini con il Belgio. Nel 1888, all’età di 19 anni, Moulin giunge a Parigi dove diviene amico del grande Henri Matisse e studia con passione l’arte del pastello. Nel 1896 viene in Italia, a Roma, per ricevere il “Prix de Rome”, una borsa di studio dell’Accademia di Francia. Da lì si sposta nella vicina Anticoli Corrado, nella valle dell’Aniene, meta di moltissimi pittori europei alla ricerca di paesaggi e atmosfere tipiche della campagna romana. Era d’uso per questi artisti affittare le stalle del paese per trasformarle in proprie abitazioni e studi. Da Anticoli, Charles Moulin nel 1911 si  sposta a Rocchetta al Volturno, nell’allora selvaggio Molise, andando ad abitare nella frazione di Castelnuovo al Volturno dove, dopo un breve rientro in Francia, torna nel 1919 a stabilirvisi definitivamente.

I paesini, la natura, i monti molisani lo affascinano e lui si costruisce quel piccolo casolare sul vicino Monte Marrone dove trascorre gran parte dell’anno. Ritrae paesaggi panoramici della Regione, i paesini molisani dell’epoca, personaggi tipici del luogo. Fra il 1924 e il 1927 soggiorna negli Stati Uniti d’America  per poi tornare in Europa, facendo la spola fra la Francia e il Molise fino al 1947 quando decide di fermarsi stabilmente a Castelnuovo al Volturno e nella sua baita di Monte Marrone, volontariamente isolato ma a completo contatto con la natura, fonte per la propria ispirazione.

Da sempre considerato un pittore realista, Charles Moulin è stato di recente attentamente e profondamente studiato dallo storico e critico d’arte esernino Tommaso Evangelista che lo ha definito “pittore simbolista alla ricerca della realtà oggettiva”.

Moulin usava ripetere : “Io non vivo d’arte, vivo per l’arte”, riferisce la saggista scapolese Antonia Izzi Rufo. Charles Moulin muore nel 1960, all’età di 91 anni, in una Casa di Riposo di Isernia. E’ sepolto nel silenzio del cimitero di Castelnuovo al Volturno. Molte delle sue opere sono presso collezioni private, altre nella Casa Comunale di Rocchetta al Volturno e nel Museo Pistilli di Campobasso.

[Foto tratta da rete.comuni-italiani.it]