Home Terza Pagina La casa editrice Eva compie 25 anni. Li racconta Giuseppe Napolitano

La casa editrice Eva compie 25 anni. Li racconta Giuseppe Napolitano

di Giuseppe Napolitano

Le nozze d’argento sono un traguardo importante per chiunque, e lo sono logicamente anche per un’impresa o un’attività, come lo sono per una ricorrenza importante alla quale ci si senta legati. Non è solo amore di statistica, è piuttosto il desiderio di mostrare che un lavoro è stato svolto come andava svolto, che un seme ha dato frutti – se lo avevamo sperato. E perciò si chiamano gli amici a condividere la festa, a celebrare insieme: chi ha partecipato ai lavori, chi ha seguito la crescita di quei frutti, è contento anche lui e gode del piacere dell’amico.

Venticinque anni fa, nel piccolo Molise che sta un po’ fuori dai grandi circuiti di ogni genere (culturali, soprattutto), uno scrittore non piú tanto giovane ma ancora in cerca di una sua casa ubi consistere senza troppi compromessi, pensò di pubblicare da sé un libro che aveva pronto e non sapeva a quale etichetta affidare. Cosí ce la mise da sé l’etichetta, e fu, chissà quanto casualmente, il nome della figlia che divenne la sua sigla editoriale, anzi una vera casa editrice: Edizioni Eva, Venafro – appunto, è di questo che stiamo parlando, di come nacque 25 anni fa l’impresa editoriale di Amerigo Iannacone.

Un quarto di secolo è già un compleanno di tutto rispetto, rafforzato dalla considerazione che da pochi mesi ne è stato celebrato un altro, da Amerigo: il trentennale dell’uscita del suo periodico di informazione poetica La Flugfolio – Il foglio volante. Conoscendolo proprio da allora, da quando Il foglio cominciava a girare il mondo, e avendo seguito tutti i passi della casa editrice Edizioni Eva di Venafro (ora formalmente intestata all’altro figlio, a Renzo), e avendo anzi preso spunto da certi suoi lavori per la realizzazione di progetti miei, posso a pieno titolo godere del suo piacere. In ciascuna delle collane delle Edizioni Eva, c’è un libro di un Napolitano in catalogo (se non sono io, quasi in tutte, è mio padre, Nicola, che peraltro ebbe un altro merito: fu il primo abbonato del “foglio”…).

Quel primo libro che diede il via all’attività editoriale di Amerigo Iannacone era uno di quelli che gli riescono meglio: Microracconti… perché a lui, bisogna riconoscerlo, piú è piccolo meglio gli viene. Sia in prosa che in poesia, non ha mai prediletto le forme estese; anche il giornalino che ha lanciato ormai trentuno anni fa, per l’appunto un “foglio volante”, all’inizio è stato veramente un pieghevole di quattro facciate. “Mini”, dunque, o addirittura “micro”, per lanciare frecciate e pungere con arguzia – pur dolorosa a volte – l’attenzione del lettore. Al quale rimproverare (quasi a contrappasso) la brutta abitudine della fretta, la superficialità… Ma Amerigo, quando scrive una pagina in prosa o una poesia di pochi versi, si fa bastare le parole per dirci quello che è bene farci sapere: inutili giri verbali appesantiscono e distraggono – questa la sua lezione (che richiede comunque un’attenta lettura, per non perdere il passaggio chiave nel suo testo, un’espressione minima in cui tutto è racchiuso).

La piccola casa editrice molisana diretta dal poeta di Ceppagna cominciò presto a farsi conoscere. Presto si aprirono collane dedicate alla poesia e alla poesia tradotta, alla saggistica (letteraria e storica ma pure pedagogica e varia), alla narrativa… e poi vennero – come non pensarci? – i “Colibrí”, una svelta collana di libretti taschinabili (la definizione è sua), cioè piú piccoli di un tascabile, e all’inizio spillati, di 32-48 pagine. Amerigo misurava le sue cose a misura sua, e quindi, se possibile, “mini” o “micro”… Ma continuando a crescere, a proporre nomi nuovi, specie nella collana “Stella verde”, diretta dall’illustre nome di Gerardo Vacana e dedicata alle traduzioni: il n° 1 fu un titolo a suo nome, la raccolta poetica Ruit hora, per l’occasione ristampata con la traduzione in francese di Paul Courget (il piccolo libro era infatti già apparso come n° 1 anche nella collana di poesia contemporanea “L’Albatro”). Le lingue ospitate, oltre il francese piú volte presente – con traduzioni da e in quella lingua – sono numerose: esperanto, spagnolo, rumeno, inglese, greco, tedesco… come numerosi sono gli autori presenti, i poeti e i traduttori (ed è simpatica ricorrenza trovare qualche nome nell’una e nell’altra veste).

Anche “L’Albatro”, la collana di poesia major, è molto ricca, presentando – come avviene nelle altre – diversi nomi importanti insieme a qualche esordiente meritevole di una collocazione di fiducia. Esiste infatti anche una considerevole produzione di opere fuori collana, per dar voce a chiunque abbia intenzione di uscire alla ribalta ma, per quanto coraggioso e dignitoso, non abbia ancora il carattere adeguato all’inserimento in un ambito di livello. “Stella verde” e “L’Albatro” sono arrivate entrambe a una trentina di titoli, come la collana della narrativa “Perseidi”. “Il cormorano” – altro nome di alata creatura – è la collana che raccoglie i testi di saggistica: quasi una cinquantina finora, quanti ne conta la serie dei “Colibrí”. Insomma, contando alla buona le pubblicazioni varie, alcune piccole serie di “premiati” in concorsi di poesia (come il Premio Venafro), collaborazioni con altre etichette (come “All’insegna di Pagine Lepine” dell’amico Dante Cerilli) eccetera, il catalogo generale delle Edizioni Eva si avvia al traguardo importantissimo dei 500 numeri – e presto ci arriverà, poiché Amerigo Iannacone (segno del Toro) è un faticatore instancabile e generoso. Fare l’editore per lui – oltre ad avergli consentito di pubblicare le sue cose in casa sua – ha significato offrire una casa agli amici e agli amici degli amici; infine consente a tutti di conoscersi per suo tramite, di seguirsi nei percorsi creativi intrapresi, di misurarsi nel cammino percorso. È cosí che, solo per fare qualche esempio, ho incontrato Aldo Cervo e Carmine Brancaccio, Antonio Vanni e Luciano D’Agostino, Ida Di Ianni e Maria Giusti, e tanti tanti altri. È in fondo questo il compito (che diventa un merito) di un editore indipendente, volutamente restio a far parte del gruppone e amante invece (non dimentichiamo la schietta e schiva natura del molisano che è in lui) di pochi amici sinceri e di tanto amore per la poesia, per la parola scritta che cerca lettori per vivere oltre la pagina, in comunione di affetti e di intenti.