Home Terza Pagina Adamo e(d) Eva: se la d eufonica è questione di gusto

Adamo e(d) Eva: se la d eufonica è questione di gusto

di Amerigo IANNACONE

Per motivi eufonici, a volte alla congiunzione e, alla preposizione a e, raramente, anche alla congiunzione o, seguite da vocale, si aggiunge una d, detta appunto “eufonica”. Non c’è una regola precisa che stabilisca quando metterla e quando no, piú che altro dipende dal gusto di chi scrive. Tuttavia possiamo dire che se segue una parola che comincia con la stessa vocale è opportuno mettere la d eufonica: «Adamo ed Eva»; «Erano partiti ed erano andati a Milano»; «Ho parlato ad Alberto». È meglio non metterla, però, se la vocale iniziale della parola che segue è diversa: «Eva e Adamo»; «Partirono e andarono a Milano»; «Ho parlato a Umberto». Per quanto riguarda la congiunzione o, la d eufonica ormai non si usa quasi piú. Es.: «Si può dire ubbidire od obbedire», ma il piú delle volte la d si omette: «Si può dire ubbidire oobbedire».

È praticamente scomparsa, invece, la i eufonica che si usava mettere davanti alla cosiddetta s impura, ovvero sseguita da consonante. La si può trovare in testi dell’Ottocento e del primo Novecento molto raramente in testi di oggi. Es.: «È andato in Isvizzera»; «Guidava in istato di ebbrezza»; oggi si scrive e di dice tranquillamente: «È andato in Svizzera»; «Guidava in stato di ebbrezza». E la grammatica, come sempre diciamo, segue l’uso e non è l’uso a seguire la grammatica.