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Notte prima degli esami: la paura e la bellezza di diventare grandi [VIAGGIO TRA GLI UMANI DI CHIARA LAVALLE]

di CHIARA LAVALLE

Fra qualche ora molti studenti vivranno una notte indimenticabile, fatta di ansie, paure, aspettative: la “notte prima degli esami” per antonomasia. Perché per tutti, anche se in epoche e momenti storici diversi, la maturità ha rappresentato il primo esame della vita. Si diventa adulti nel giro di pochi giorni, e non soltanto per quello che è l’esame in sé, ma per tutto ciò che questo passaggio rappresenta. Ogni esame è un passo avanti nel proprio percorso di crescita culturale, personale, umana. Ma la maturità, in modo particolare, rappresenta, allo stesso tempo, la fine di un percorso e l’inizio di una nuova vita.

Prova dopo prova, paura dopo paura, ansia dopo ansia, si arriverà al traguardo che è anche un trampolino di lancio verso tutto quello che esiste fuori dalla scuola. Uscire da quelle mura che per anni hanno rappresentato una seconda casa spaventa molto: lì si era protetti, circondati da persone che, in poco tempo, sono diventate una famiglia. Passavano i giorni quasi tutti uguali, ma tutti, in realtà, diversi dal precedente: la sveglia presto, la campanella che sanciva la fine dell’ora, le interrogazioni e i compiti in classe, i volti che si incontravano nelle aule e tra i corridoi, sempre gli stessi, ormai familiari. Tutto ciò faceva parte di una quotidianità ormai quasi scontata, banale, abitudinaria. Dopo tutto, o molto, sarà diverso.

Tutto quello che verrà dopo, però, è meno importante. I giorni della maturità si vivono solo una volta: quello stato d’animo sospeso tra ansia ed euforia, paura e voglia di scappare via, nostalgia e tristezza. Infatti, le prove sono sì importanti, ma quello che conta di più è affrontare il tutto con la consapevolezza che non sono un traguardo, non rappresentano una fine o un punto di arrivo. Ma, al contrario, la maturità è il trampolino di lancio per arrivare nel mondo. Fuori dalla scuola che vi ha protetto per anni, custodito, quasi difeso da tutto quello che c’è fuori, lontani dai prof che vi hanno accompagnato, presto sarete soli a decidere che cosa fare e chi essere, a scegliere quale strada intraprendere e qualche percorso affrontare.

Per questo, godetevi questi giorni. Affrontate gli esami con serietà ma anche con leggerezza: non sarà il voto finale a determinare chi siete o a dire se avrete fatto bene o male. Studiate, ma trascorrete questo tempo a ridere e scherzare dei prof bizzarri o dei compagni che vi hanno fatto divertire. Affrontate questi esami però, soprattutto con rispetto, verso voi stessi, verso il percorso che avete fatto, e, anche, verso tutti quei prof che hanno lasciato un segno dentro di voi. Che facciano parte dei commissari interni o che, in questi giorni, siano impegnati altrove, impegnatevi per riconoscere loro gratitudine per tutto quello che vi hanno insegnato e trasmesso. Cercate di mettere a frutto tutti i suggerimenti che vi hanno dato, fidatevi di quelli che sempre sono stati giusti e non fidatevi di quelli che, al contrario, vogliono mostrarsi amici solo in questa situazione.

Succederà, o forse no, che alla fine ci rimarrete un po’ male dei giudizi dei professori, o forse non sarete soddisfatti delle vostre prove. Ma ricordatevi che durante gli esami, qualsiasi esso sia, entrano in gioco tante variabili: l’ansia, le difficoltà, il tempo, la fortuna, l’interpretazione dei professori. Non vi preoccupate, è sincero chi vi dice che le soddisfazioni verranno dopo, ci saranno e saranno molto più importanti e piacevoli, perché meritate davvero e raggiunte soltanto con le proprie forze. Fate squadra, soprattutto, con i vostri compagni. Non permettete ai numeri o ad alcuni strani comportamenti dei commissari di interferire nella vostra unione e complicità, o di creare invidie e gelosie tra di voi. Aiutatevi, collaborate, studiate insieme, preparate strategie, in modo che tutti possano dare e ricevere il proprio contributo.

Vivete questi giorni soprattutto dal punto di vista umano. La scuola, infatti, questo dovrebbe insegnare: il valore dell’amicizia, della giustizia, della solidarietà e della collaborazione. Dovrebbe, in modo particolare, trasmettere la voglia di spronarsi e sostenersi l’un l’altro per fare in modo che tutti riescano ad arrivare alla fine, secondo le proprie capacità e i propri limiti, ovviamente. In una sola parola, dovrebbe insegnare il valore più profondo dell’Umanità. E, allora, sperimentatela in questi giorni la vostra capacità di essere umani, mettetevi alla prova per capire se siete in grado di stare nel mondo per fare qualcosa di utile per gli altri.

Ricordatevi soprattutto delle persone in questi giorni, di voi, di quello che siete e vorrete diventare e di quelle che vi hanno mostrato che si può dare, senza necessariamente dover ricevere. Ricordatevi dei Prof, quelli che rimarranno per sempre nei vostri ricordi: insomma, #BuonaMaturità ragazzi!