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James Bond, i bisonti e la bianca visitatrice: cosa (non) si inventano i giornalisti

di Amerigo Iannacone

Lessemi presi a prestito da linguaggi settoriali e riutilizzati con valore metaforico, si usano in genere per rendere piú accattivante, meno piatto, il discorso, soprattutto nel linguaggio giornalistico. Una regola che vige nel giornalismo vuole che la parola usata nel titolo non vada ripetuta né nell’occhiello, né nel sottotitolo, né nel sommario, per cui spesso i giornalisti per non derogare a questa regola s’inventano strane locuzioni: qualche tempo fa in un giornale in cui in un titolo compariva la parola “neve”, nel sommario il giornalista, per non ripetere la parola, s’inventò la strana espressione metaforica “la bianca visitatrice”, che lascia piuttosto perplessi.

Ora, premesso che in linea di massima i prestiti semantici sono accettabili, va detto che, come in ogni cosa, non bisogna esagerare. Ed è invece quello che spesso accade. Per esempio invece della parola “incontro”, otto volte su dieci i nostri giornalisti scrivono “vertice”, che è il punto d’incontro degli spigoli e dei lati di un poliedro. Così pure ogni motociclista diventa “centauro”, il mostro mitologico metà uomo e metà cavallo e tutti gli autotreni e autoarticolati diventano “bisonti della strada”. E praticamente non esiste piú la locuzione “agente segreto”, ma solo “007” o “zero zero sette”. Ma, direi, ogni tanto lasciamolo riposare, James Bond, che ormai ha una certa età.