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Un francobollo postale per Nilla Pizzi

Emesso questa mattina dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “LE ECCELLENZE ITALIANE DELLO SPETTACOLO” dedicato a Nilla Pizzi, nel centenario della nascita, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€.
Tiratura: due milioni e cinquecentomila esemplari
Fogli da quarantacinque esemplari

Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente.

Bozzetto a cura di Tiziana Trinca.
Vignetta: delimitato dal particolare di un disco in vinile, raffigura un ritratto della cantante Nilla Pizzi.
Completano il francobollo la leggenda “NILLA PIZZI” la scritta “ITALIA” e l’indicazione della tariffa “B”.
L’annullo primo giorno di emissione è disponibile presso l’Ufficio postale di Sant’ Agata Bolognese (BO).
Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi, possono essere acquistati presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

Per l’occasione è stato realizzato anche un folder in formato A4 a due ante contenente il francobollo, una cartolina annullata ed affrancata, una busta primo giorno di emissione, al costo di 12€.

Nilla Pizzi – Una Regina che ha attraversato un secolo

Nilla (più propriamente “Adionilla”) è nata a Sant’Agata Bolognese il 16 aprile 1919, campagna, da una famiglia contadina. Una di quelle famiglie patriarcali assai comuni all’epoca le cui figlie – come in genere quelle appartenenti alle classi popolari – avevano il destino segnato: poca scuola, duro lavoro in campagna o precoce impiego in un umile mestiere. Nilla sarebbe dovuta diventare una sarta; ma la sua vicenda prese un diverso e sorprendente percorso.

Già alla scuola elementare offre le prime espressioni di talento artistico nel canto e nella recitazione, sotto l’insegnamento e la guida accorta e lungimirante di suor Teresa Veronesi, madre superiora delle suore Minime dell’Addolorata che gestivano l’Asilo del paese ma, soprattutto, straordinaria figura di educatrice. Nilla, sul palco delle rappresentazioni teatrali scolastiche, canta divinamente. La sua voce calda e suadente e la grazia con cui si propone al pubblico, lasciano il segno.

Nella prima giovinezza, a metà degli anni ’30 del 900, Nilla è una bella ed esuberante ragazza piena di gioia di vivere e di entusiasmo (e di sogni da realizzare). Il piccolo mondo della casa in campagna e del paese natio le va decisamente stretto. Desidera ardentemente vivere la vita con pienezza. Animata da uno spirito libero ed emancipato vuole entrare in un altro mondo e in un’altra dimensione esistenziale. Vuole fortissimamente diventare una persona di spettacolo perché ormai ha la certezza di averne le qualità; deve assolutamente cogliere le straordinarie opportunità che la vita sta per offrirle.

Dapprima del tutto occasionalmente, poi con un ritmo sempre più serrato e continuo, viene  chiamata a cantare in feste e serate di vario genere nonché in spettacoli per militari.

Ormai le offerte di lavoro le arrivano a pioggia.

Poi un passo fondamentale per la sua carriera: in piena guerra (nel 1943), supera un concorso  per voci nuove indetto dall’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) ed ottiene il suo primo  contratto radiofonico. In tale occasione fa la conoscenza del maestro Angelini, della cui orchestra  entrerà poi a far parte, che avrebbe avuto uno straordinario ruolo sia sentimentale che professionale  nella sua vita.

E siamo agli strepitosi trionfi di Sanremo.

Nella prima edizione del Festival della canzone italiana, nel 1951, vince il primo premio con la  canzone Grazie dei fiori ed il secondo con la canzone La luna si veste d’argento (questa in coppia  con Achille Togliani).

Nella seconda edizione del Festival, l’anno seguente, vince addirittura primo, secondo e terzo premio rispettivamente con le canzoni: Vola colomba, Papaveri e papere, Una donna prega.

Nella terza edizione Nilla vince “solo” il secondo premio con la canzone Campanaro.

È poi protagonista di un grande rientro a Sanremo nel 1958, dove conquista il secondo ed il terzo  posto con L’Edera e Amare un altro, superata solo dal mitico Volare di Domenico Modugno.

Nei primi anni cinquanta Nilla Pizzi, appassionata anche di recitazione, partecipa ad una nutrita serie di esperienze cinematografiche; come il film Ci vediamo in galleria, diretto da Mauro Bolognini. Complessivamente, recita in almeno una ventina di pellicole.

Superata questa eccezionale concentrazione di impegni cinematografici, Nilla torna alla sua vera professione: il canto. Le scritture per recital in tutta Italia piovono con una intensità incredibile, e Nilla non ne perde una. Cominciano anche le tournée all’estero nei paesi e nelle città che ospitano comunità italiane; il che significa praticamente in tutto il mondo. In particolare nel continente americano, dal Canada all’Argentina, in Australia e, ovviamente, in tutta Europa.

Nilla Pizzi ha interpretato molte centinaia di canzoni, venduto un’enormità di dischi, si è esibita migliaia di volte in prestigiosi teatri, programmi televisivi, manifestazioni musicali, festival e feste popolari di ogni tipo; sorretta da una salute di ferro, per oltre mezzo secolo ha lavorato indefessamente con uno scrupolo professionale impareggiabile. Ha accumulato una quantità impressionante di trofei, medaglie, targhe e riconoscimenti vari di enti pubblici e privati di mezzo mondo. Finché, a coronamento di una carriera artistica con pochi confronti, nel 2002 ha ricevuto, dal Presidente Ciampi, le insegne di Grande Ufficiale al merito della Repubblica Italiana.

Nel 2003 a Nilla è stato assegnato, nella città del suo destino: Sanremo, il Premio alla Carriera. Questo riconoscimento ha rappresentato il suggello della sua vita artistica. Nilla Pizzi è morta a Milano il 12 marzo 2011 e riposa nel cimitero del suo paese, Sant’Agata Bolognese, accanto ai suoi genitori.

Il ricordo dei nipoti

Per noi nipoti, ancora ragazzi alla fine degli anni ’50-inizio anni ’60, la zia Nilla più che una presenza (non c’era quasi mai!) era una figura “incombente”. I suoi impegni di lavoro, all’epoca (erano gli anni che la videro all’apice del successo e della popolarità), erano tali – sia in Italia che all’estero – da consentirle solo rade e fugaci comparizioni a Sant’Agata a casa dei genitori Angelo e Maria (i nonni). La sua vastissima notorietà, ben giustificata dall’aver raggiunto nel mondo della canzone il vertice assoluto in Italia, associata al suo carattere, connotato da un temperamento a dir poco imperioso, ne facevano una personalità dominante ed una figura di riferimento assoluto – esplicito o implicito – per tutto il parentado riconducibile alle sue due sorelle (le nostre mamme). Il rispetto e la considerazione che le erano dovuti erano tali che, quando veniva a casa dei nonni, qualcuno non mancava mai di chiederci, con tono vagamente minaccioso: “Sei stato a salutare la zia?”

La zia Nilla era un’entusiasta integrale: della vita, del lavoro, del mondo, che aveva percorso in lungo e in largo. Si illuminava in particolare nel parlare dei suoi tantissimi viaggi in America latina, che conosceva tutta intera e, in anni più recenti, di quelli nella lontana e quasi mitica Australia. Non ha mai rinunciato a nulla, non ha mai avuto paura di nulla e di nessuno. Ha elargito, nel corso della sua lunga vita, infinita simpatia, calore umano, aiuti disinteressati, straordinario affetto per la famiglia e per gli amici di sempre.

È stata una persona grande e generosa: una vera “Regina”.