Home Primo Piano 2020 anno di infermieri e ostetriche nel segno di Florence Nightingale

    2020 anno di infermieri e ostetriche nel segno di Florence Nightingale

    Una lanterna disegna il profilo di una donna austera, occhi verdi, capelli castani, l’orlo del vestito appena sollevato per camminare più in fretta nell’ospedale da campo, tra uomini che urlano, piangono, muoiono. E ci sono anche le ferite dell’anima da curare: spedire pacchi e lettere per conto dei soldati feriti, aiutare economicamente i ricoverati, permettere loro di leggere per ritornare a vivere, a sperare. Non nasconde un angelo la luce di quella lanterna – non c’è posto per gli angeli nella guerra di Crimea del 1855 – ma una donna coraggiosa. Proprio con una lanterna in mano, in un ricovero di guerra alla ricerca di essere umani feriti, bisognosi di assistenza che elargiva amorevolmente al suo benefico passaggio, la immortala il Times, regalandole per sempre il soprannome di “signora della lanterna”.

    La giornata internazionale degli infermieri, oggi, offre l’occasione per ricordare Florence Nightingale.

    Figlia di ricchissimi genitori inglesi, ma nata a Firenze il 12 maggio 1820, come tradisce il nome che è un omaggio alla città toscana, Flo, come la chiamavano gli amici, fondò l’assistenza infermieristica moderna in quanto per prima applicò il metodo scientifico attraverso l’utilizzo della statistica.

    Sin da giovanissima mostrò grande interesse per il miglioramento del sistema sanitario inglese. All’epoca, infatti, gli ospedali erano ambienti che facevano paura ed erano considerati luoghi da evitare ad ogni costo. Florence Nightingale intuì che era necessario iniziare a lavorare su alcuni concetti fondamentali quali l’igiene degli ambienti e degli stili di vita, l’organizzazione dei servizi socio-assistenziali e la relazione d’aiuto con i malati. E’ intorno a questi concetti che riuscirà a costruire le basi per la nascita e lo sviluppo del nursing. Le idee di Florence Nightingale infatti suscitano presto l’interesse del governo inglese, grazie alla sua capacità di sostenerle con l’evidenza scientifica, che intanto veicolava anche per il diffondersi del Positivismo.

    Durante la guerra di Crimea, dunque, l’Inghilterra la nominò sovrintendente del corpo di infermiere degli Ospedali Riuniti in Turchia. L’ospedale di Scutari aveva migliaia di letti affollati in sei chilometri di corridoi lunghi e sporchi, era infestato da topi, non c’era acqua e i bagni intasati traboccavano nelle corsie.

    Florence Nightingale vi arrivò con 38 infermiere di cui solo 12 sarebbero sopravvissute. Ella dimostrò che l’alto tasso di mortalità tra i soldati ricoverati era dovuto alle scarsissime condizioni igieniche e, nonostante gli ostacoli frapposti dagli ufficiali medici, potendo contare su donazioni di privati, con grande determinazione riuscì a dotare il nosocomio di efficienti servizi e di strutture più idonee con il risultato che il tasso di mortalità scese drasticamente. Di Florence Nightingale furono importanti anche, a dimostrazione del grande lavoro di ricerca che intanto compiva, gli studi sui reparti di Ostetricia, che partirono dall’osservazione del fatto che le partorienti morivano più negli ospedali che in casa.

    Fondò nel 1860 la Scuola di insegnamento per infermieri all’ospedale di Saint Thomas ma, costretta a casa dalla malattia, non poté offrire una presenza costante: si avvalse di collaboratori, infermieri e infermiere che a distanza di generazioni sono ancora affascinati dalla “donna con la lanterna”, che offre tuttora un esempio nella lotta quotidiana contro il Coronavirus.

    Agli infermieri ha dedicato il suo pensiero quotidiano anche Papa Francesco: “Compiono forse la più nobile delle professioni. Preghiamo per tutti loro perché possano svolgere al meglio il loro prezioso lavoro”

    Francesco Lavalle