Home Politica Gino Strada e Maurizio Patriciello, due voci fuori dal coro

Gino Strada e Maurizio Patriciello, due voci fuori dal coro

di Arturo Gnesi, sindaco di Pastena

Ho  letto l’accorato e drammatico appello di padre Maurizio Patriciello che un paio di giorni fa è stato ricevuto al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella e che tornato nella sua terra, ne diventa la “sentinella” e il portavoce inascoltato dei bisogni quotidiani e delle speranze infrante.

Ricorda alle autorità politiche  e sanitarie che la notte non si riesce a dormire perché i miasmi maleodoranti penetrando nelle case quasi  imprigionano il respiro e parla dei bimbi che muoiono per tumore, l’ultimo della lista è un “piccolo guerriero” di  appena tre mesi.

Un prete in mezzo alla gente, alla polvere della strada, al dolore dei malati senza speranza,  un prete che vede in faccia la violenza della camorra, ma che rimane nella parrocchia di Caivano a “servire il Signore”

In un’intervista  Gino Strada, medico fondatore di Emergency,  parla delle menzogne e delle bugie di chi alimenta la paura e l’odio per trasformare la società in  una continua  lotta per la sopravvivenza mentre lo scopo ultimo dell’uomo è cercare le” ragioni della convivenza” e le istituzioni dovrebbero abbattere le divisioni, difendere la pace  e stroncare le manovre che coprono gli interessi dell’industria e della lobby  della guerra.

Gino Strada non nasconde la sua  sfiducia nella politica e lancia l’allarme per la  dilagante povertà che in Italia discrimina milioni di persone, le costringe a vivere ai margini della società, ne pregiudica le cure sanitarie e favorisce l’espansione di una deleteria rete sanitaria privata.

Sono due esempi di persone che vivono intensamente il loro tempo, non si mettono comodi per allontanare le difficoltà, non ricorrono a bizantinismi, alle mezze promesse o alle facili allusioni per manifestare il loro pensiero, ma sono immediati, talvolta brutali, possono essere antipatici e invadenti  ma sono due testimoni autentici  del nostro tempo.

Uomini che  non troveranno mai le porte aperte, perché danno fastidio al mondo degli affari, alle carriere studiate a tavolino, agli incarichi frutto di una sottile e strategica lottizzazione, agli scambi di favore,  uomini estranei ai compromessi che sacrificano la salute dei cittadini e che in una comune spiritualità laica e religiosa,  mettono al primo posto i diritti e la dignità dell’uomo.

Anche nel contesto  della nostra provincia che vede la scomposizione delle aree  politiche , l’aggregazione dubbia tra  interessi privati e rappresentanti istituzionali, la perdita di identità storiche ed ideologiche,  l’isolamento della chiesa, l’atteggiamento incerto e ondivago  delle forze sindacali,  penso sia utile tornare a ragionare con passione e impegno civile sulle questioni della giustizia sociale, della solidarietà e della pacifica convivenza tra i popoli.

Gino Strada e padre Maurizio Patriciello in alternativa a chi improvvisa , per evitare che   nei salotti mondani  si definiscano le  strategie per il futuro del nostro territorio e per dare ascolto alla gente e non sottomettersi   agli interessi dei privati.