Home Pastena Arturo Gnesi: “Vi racconto l’accoglienza tra solidarietà silenziosa e xenofobia”

Arturo Gnesi: “Vi racconto l’accoglienza tra solidarietà silenziosa e xenofobia”

di Arturo Gnesi, sindaco di Pastena

Siamo giunti al termine di questa storia che ha visto il nostro paese ospitare 41 ragazzi africani che ieri sera hanno lasciato Pastena.per raggiungere  una località vicina dove saranno accolti secondo e le norme sull’ accoglienza e sull’ immigrazione sancite dalla comunità europea.
Una settimana nella quale, pur nella precarietà e provvisorietà logistica hanno potuto almeno lavarsi e utilizzare i servizi per la loro igiene personale.
Per me sono stati giorni difficili perché accanto alla solidarietà silenziosa e discreta è emersa una ribellione oltranzista, ostile e denigratoria amplificata dall’uso dei social network .
Commenti esagerati senza minimamente conoscere la storia, il percorso e le origini di questa triste e sventurata colonia di uomini che dopo aver attraversato il deserto e il mare hanno sbattuto contro il muro della xenofobia e dell’intolleranza che una decadente civiltà occidentale sta ergendo in tutte le periferie italiane.
Anziché  dare prova di amicizia e di solidarietà alcuni giovani hanno fatto a gara per esaltare luoghi comuni, frutto talvolta di una propaganda che manipola i fatti, fornisce notizie false e  dati imprecisi.  Non hanno minimamente considerato il dramma umano e il calvario che alcuni di loro hanno dovuto compiere per approdare sulle nostre coste.
Una fede morta, uno spirito  imbalsamato e una civiltà smarrita allorché c’è stato  compiacimento e condivisione per i tanti strali contro il sindaco anche quando qualcuno lo accusa per aver portato a Pastena “… tutto questo schifo…”
Uomini come noi, uomini dalla pelle nera, uomini con altre storie e appartenenti ad altri luoghi ed altre culture giudicat i peggio delle bestie  con  l’icona di Matteo Salvini usata come garante di simili elucubrazioni mentali.
La minoranza ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario inseguendo l’emotività e le ansie della gente , un calcolo freddo e cinico per provare a mettere in difficoltà l’amministrazione comunale, sacrificando alla logica elettorale il senso dell’appartenenza alla cultura della solidarietà, della giustizia e dell’accoglienza che sono l’architrave del pensiero politico di gran parte dei partiti moderni.
Questa esperienza rafforza tuttavia l’idea che i comuni da soli non potranno mai attuare una strategia di accoglienza e di integrazione dei profughi a prescindere dai soldi e dai benefici economici  perché le forze politiche sono condizionate dall’atteggiamento  minaccioso e ricattatorio della frange di estremisti.
Di certo questa è la grande sfida dei prossimi decenni, di fronte alle nostre coste esistono paesi poveri e dilaniati dalla guerra  con enormi masse pronte all’esodo e non è certo l’atteggiamento ospitale della nostra amministrazione che potrà cambiare il destino del mondo.
Di certo la diffidenza, l’avversione e la xenofobia, non servono a nulla, ma se la chiesa, la politica, le associazioni, il sindacato e l’intellighenzia non costruiranno un nuovo modello culturale di distribuzione della ricchezza e di rispetto dei diritti civili allora  saranno sempre di  più coloro che  senza pudore scriveranno che questi uomini sono  “uno schifo”
La disoccupazione giovanile, la povertà sociale, il disagio esistenziale delle fasce deboli e degli anziani fanno crescere la sfiducia nello Stato.
La corruzione sistemica del nostro apparato pubblico, la silenziosa presenza delle organizzazioni mafiose nella rete degli affari e nel controllo del consenso elettorale indeboliscono la cultura della solidarietà e dell’ accoglienza.
I l business sulla pelle degli immigrati portato alla ribalta non solo dall’ inchiesta di mafia capitale ma anche dalla Procura di Cassino su organizzazioni territoriali a noi vicine, non giova a instaurare un clima di cordialità e di collaborazione con la popolazione.
Infine anche i problemi di ordine pubblico che talvolta hanno reso difficile la convivenza degli immigrati con i residenti e gli atti delinquenziali caratterizzati da furti, aggressioni o peggio stupri, sono un ostacolo per divulgare lo spirito di tolleranza e di fratellanza su cui affondano le radici la costituzione italiana e la fede cristiana. Ma sarà difficile per i prossimi decenni ritornare ad un sistema coloniale o alla costruzione di barriere tra il nord e il sud del mondo, tra zone ricche e zone povere, tra civiltà sviluppate e quelle segregate nella miseria sociale ed economica.
Abbiamo fatto il nostro dovere nel pieno rispetto delle leggi dello Stato che rappresentiamo e abbiamo offerto elementi di discussione e di riflessione anche agli scettici, agli intolleranti e ai nostalgici dei regimi del secolo passato.