Home News Ordinato il nuovo vescovo di Gaeta. Le prime parole di Luigi Vari

Ordinato il nuovo vescovo di Gaeta. Le prime parole di Luigi Vari

Monsignor Luigi Vari ordinato vescovo della diocesi di Gaeta.

Ieri a Valmontone grande partecipazione di clero e popolo. Accanto a lui il vescovo Fabio Bernardo D’Onorio, che gli lascia il posto nella cattedrale di Gaeta.

vari3vari 2

Riportiamo la lettera con cui il nuovo Pastore ha voluto salutare la sua diocesi.

Fra le preghiere più belle nella Bibbia c’è la preghiera di benedizione, bella perché richiede un esercizio della speranza, nasce, infatti, nel cuore quando si legge la propria vita e ci si accorge che in essa Dio è presente. E’ il “Magnificat” di Maria, che ognuno deve provare a ripetere guardando la propria vita. In questi mesi dall’annuncio della scelta di papa Francesco di chiamarmi al servizio della Chiesa di Gaeta, la benedizione è esplosa nella mia vita per la straordinaria ondata di affetto e di amicizia che mi ha portato fin qui, questa sera. Quanto impegno, lavoro, quanti gesti, quanto amore.

Benedico Dio perché mi ha mostrato che la promessa di Gesù che dice di dare cento volte tanto in padri, madri, fratelli, sorelle a chi lascia qualcosa per Lui, è vera. Benedico Dio per la Chiesa, che per noi non è un’idea, ma è volti, persone, incontri. La Chiesa che conosco io è fatta di nomi, dei vostri e di altri che custodisco nel cuore. Sono i volti dei vescovi, sacerdoti, suore, catechisti e compagni di cammino, volti di persone che si sono fidate di me, e di quelle che a me si sono affidate. La chiesa è il luogo dove la frase che conta non è quello è perfetto, ma quello è tuo fratello.

La Chiesa che mi è venuta incontro con tante belle persone che ho conosciuto al Leoniano, con i padri gesuiti che hanno costellato tutto il mio cammino fino allo studio della Scrittura. Ricordo uno per tutti, uno che quando avevo dieci anni perdeva un sacco di tempo con me, e che dedica ancora tempo a tante persone, padre Paolo Bachelet. La chiesa che ha il volto di voi amici e fratelli sacerdoti, diaconi e seminaristi che stasera siete qui. Benedico Dio per la mia famiglia, per i miei genitori che mi hanno dato la cosa più comune e più straordinaria, mi hanno sempre fatto sentire il loro amore, dandomi fiducia e coraggio, da loro ho imparato il significato delle parole di Gesù che dicono che amare è dare la vita per quelli che si amano, magari facendo gli straordinari per comprarmi una cotta o un libro, o dimenticandosi di avere una vita propria perché io potessi stare bene. Benedico Dio perché con me è stato sempre come un maestro che prima ti mette dieci e poi ti chiede di meritartelo, superando così tutte le mie incertezze e timidezze.

Qualcuno dei miei alunni, che sono stati tanti e che considero fra gli incontri più importanti della vita fin qui, penserà che anche io avrei potuto fare allo stesso modo, ma, si sa, io non sono Dio. Spero di meritarmi questo nuovo dieci che mi ha voluto dare. Questa celebrazione e la festa che seguirà ha visto un impegno importante dell’Amministrazione Comunale, è onorata dalla presenza di tante autorità civili e militari, è stata sostenuta dal contributo di importanti realtà del territorio.

Niente di tutto questo è scontato, che questo accada è segno che siamo tutti insieme un popolo e una comunità viva e fatta di belle persone. A voi e a tutti grazie!