Home News L’accoglienza finisce in Procura… insieme alla paura

    L’accoglienza finisce in Procura… insieme alla paura

    di ARTURO GNESI, sindaco di Pastena

    Dicono di non essere affatto razzisti e di avere a cuore le sorti dei migranti, dicono di non calpestare  i diritti umani e di non poter fare a meno dei valori della fede ma  che è loro dovere denunciare il sindaco alla Procura di Cassino.
    Dicono che non hanno nulla contro i negri e che è doveroso non chiudere loro  le porte in faccia  ma è  peccaminoso il comportamento del sindaco di Pastena che ha ospitato per alcuni giorni 41 malcapitati africani che venivano sballottati da un luogo all’ altro della provincia senza alcuna ragione, indaghi la procura allora e verifichi se a quei giovanotti erano state fatte le visite mediche perché altrimenti il sindaco diventa responsabile di aver propagato tra la popolazione pericolose malattie infettive che potrebbero mettere a rischio la salute dei cittadini. Indaghi la procura di Cassino perché  sono stati sistemati all’ interno di una sala conferenze non idonea a far dormire questi esseri senza patria e senza futuro le cui sorti sono nelle mani di spregiudicate associazioni a delinquere. Indaghi la procura e verifichi se il sindaco di Pastena non è  colluso con l’associazione che ha preso in carico dalla prefettura di Frosinone questo branco di sventurati.
    E spieghi il sindaco di Pastena per quale motivo è stato l’unico di 91 comuni a far entrare nel proprio territorio queste persone che non sappiamo nemmeno chi sono e nè da dove vengono e allora bene farà la Procura di Cassino a fare chiarezza su questo atteggiamento di buonismo assolutamente inopportuno e nocivo all’ immagine del paese.
    Indaghi la Procura e accerti quanto il comune ha speso per il soggiorno di questi profughi che la minoranza capisce e comprende ma che sono stati tradotti nel museo delle grotte senza che la cittadinanza ne sapesse nulla e senza, cosa ancora più grave, che venisse fatta una delibera di giunta.
    Indaghi la procura perché la minoranza deve sapere quanto è costata l’acqua con la quale si sono spudoratamente lavati tutti i giorni, senza parlare del consumo dell’ energia elettrica che grava sulle spalle dei cittadini.
    Per carità non è  razzismo e la minoranza  ci tiene a precisarlo ma è  solo per la tutela della salute dei poveri migranti e per evitare la contaminazione dell’ aria che respiriamo.
    Non c’entrano nulla i principi della  costituzione, i comandamenti del cristianesimo, i diritti sanciti dalla dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo sanciti dall’ Onu, il problema che ha creato il sindaco accogliendo temporaneamente 41  profughi è deleterio per la democrazia e mina alla base d’ordinamento giuridico dello Stato. Indaghi la procura e verifichi se il sindaco ha rispettato tutte le norme perché sia chiaro non è  razzismo ma solo se l’emergenza avesse riguardato i cittadini di Pastena poteva percorrere queste vie ma trattandosi di estranei il sindaco ha agito calpestando le leggi.
    Durante il consiglio comunale è  questa la proposta avanzata dalla minoranza per la vicenda conclusasi qualche settimana fa con il trasferimento dei profughi in una struttura di Giuliano di Roma.
    A nulla sono valsi gli appelli alla solidarietà e alla condivisione, a nulla sono servite le note che.  davano conto dell’ avvenuta disinfestazione dei  locali con spese a carico dell’ associazione Integra  che, benché non richiesto, ha dato mille euro al comune come rimborso spese. Per la minoranza questo comportamento fuori dalle regole e dannoso per i cittadini di Pastena va portato all’ attenzione della Procura di Cassino anche se per il vitto, l’abbigliamento e le spese di prima necessità il comune di Pastena non ha speso un euro.
    Se non è  razzismo, come ha tenuto a sottolineare la minoranza resta da capire se i pregiudizi, l’ignoranza e la superficialità non siano più dannosi delle discriminazioni etniche e culturali. Intanto  la seduta è chiusa e da domani, come richiesto dal capogruppo della minoranza le carte saranno inviate alla procura di Cassino per accertare l’incomprensibile atteggiamento del sindaco che ha voluto sfidare lo scetticismo e le paure della sua gente.