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    Il bottino di medaglie olimpioniche del Coni di Formia

    di ALESSANDRA PARENTE

    Sì è appena conclusa la trentunesima edizione dei giochi olimpici. L’Italia torna a casa con un bel bottino di medaglie, e con un po’ di amaro in bocca per i molti quarti posti; spesso infatti il podio è stato mancato per pochi decimi, consegnandoci varie medaglie di legno, vedi la Pellegrini, Vanessa Ferrari e le ragazze della ginnastica ritmica.

    Intanto l’Italia pensa anche alla candidatura per le olimpiadi del 2024, chissà se Roma la spunterà e con essa il Paese intero. Le 28 medaglie conquistate, 8 ori, 12 argenti e 8 bronzi sono motivo di grande orgoglio, ancor di più se pensiamo che alcuni degli atleti premiati si sono allenati per lungo tempo vicino a noi, presso il centro di preparazione olimpica Bruno Zauli di Formia. Atleti non solo italiani, presso il CONI di Formia è nato un gemellaggio con radici storiche molto profonde tra Italia e Brasile.

    Partiamo con ordine: tra i campioni di Volley, che nella finale che gli ha consegnato l’argento sono stati battuti proprio dal Brasile, c’è il formiano Salvatore Rossini.

    Il Beach Volley, con l’argento di Daniele Lupo e Paolo Nicolai: i due atleti negli ultimi mesi si sono allenati al CONI di Formia, nell’avanzatissimo impianto indoor del centro della città del golfo.

    Una medaglia che vale doppio, visto che Daniele Lupo prima della medaglia di Rio ha vinto una battaglia ancor più grande ed importante, quella contro il cancro. Ed è stato scelto come portabandiera per la cerimonia di chiusura dei Giochi.

    Il Centro di preparazione olimpica Bruno Zauli di Formia, diretto dal 2015 dall’ex campione olimpico di canottaggio Davide Tizzano, è la versione moderna ed iper tecnologica della Scuola nazionale di atletica leggera di Formia, ideata da Zauli ed inaugurata il 23 novembre del 1955.

    Dal 1955 ad oggi ha ospitato, preparato e visto trionfare grandi campioni dell’atletica leggera, un nome su tutti: Pietro Mennea l’indimenticabile, ma anche Sara Simeoni nel salto in alto e Giuseppe Gibilisco nel salto con l’asta.

    Attualmente vi si allena il giovanissimo talento italiano del salto in alto Gianmarco Tamberi, vero favorito a queste olimpiadi, costretto al ritiro a pochi giorni dalla partenza per Rio a causa di un infortunio.

    Da due anni l’impianto di Formia è la nuova casa anche del neo campione olimpico di salto con l’asta: il brasiliano di Belo Horizonte Thiago Braz, 22 anni e una medaglia d’oro al collo, seguito qui come a Rio dal fisioterapista Damiano Viscusi (ricercato dagli atleti di mezzo mondo) e dal tecnico russo ma formiano di adozione Vitaly Petrov, che da trent’anni è in maniera indiscussa un vero e proprio “costruttore” di campioni nel salto con l’asta: lo stesso Gibilisco lo ebbe come allenatore.

    Le Olimpiadi sono finite, le discipline olimpiche no: presso il CONI di Formia è possibile scegliere tra ben 20 discipline cerchiate: atletica, taekwondo, scherma, ginnastica, sollevamento pesi, karate, boxe, judo, vela, beach volley e tennis.

    Dovremmo farci un pensierino, chissà che nel 2024 le “sperate” olimpiadi di Roma non ci consegnino qualche campione nostrano, allenatosi presso le eccellenze del nostro territorio.

    Del resto il territorio che si ama si difende anche così, scegliendolo e vivendolo!