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Il 25 marzo è il Dantedì

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”:i versi che Ulisse pronuncia nel canto XXVI dell’Inferno di Dante sono solo alcuni tra i versi indimenticabili della Divina Commedia. Ma sono quelli che forse più di ogni altri racchiudono il concetto della sete di conoscenza come innata nell’animo umano.

Il 25 marzo è la data che i dantisti riconoscono come l’inizio del viaggio nell’aldilà descritto  letterariamente nella “Divina Commedia”. Quest’anno il Dantedì ha una valenza simbolica ancora maggiore, perché cade in occasione del settimo centenario della morte del padre della lingua italiana.

La  ricorrenza è stata istituita dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Cultura, Dario Franceschini, nel 2020.

Dante è l’idea stessa di Italia Il Dantedì, ha evidenziato Franceschini, è “una giornata per ricordare in tutta Italia e nel mondo il genio di Dante con moltissime iniziative che vedranno un forte coinvolgimento delle scuole, degli studenti e delle istituzioni culturali. Dante ricorda molte cose che ci tengono insieme: Dante è l’unità del Paese, Dante è la lingua italiana, Dante è l’idea stessa di Italia”.

Tra le iniziative in corso segnaliamo quella dell’Accademia della Crusca “Una parola di Dante al giorno, per tutto il 2021”. In occasione della ricorrenza dei settecento anni dalla morte del poeta, l’Accademia infatti pubblicherà 365 schede dedicate alla sua opera: affacci essenziali sul lessico e sullo stile del poeta, con brevi note di accompagnamento. La parola di Dante fresca di giornata è un’occasione per ricordare, rileggere, ma anche scoprire e approfondire la grande eredità linguistica lasciata da Dante.