Home News Gnesi: “Il fenomeno Trump in Italia e il sonno della ragione”

    Gnesi: “Il fenomeno Trump in Italia e il sonno della ragione”

    — Negli anni di Tangentopoli e della frantumazione dei partiti abbiamo creduto per un attimo che il sogno di una politica onesta, sobria e al servizio dei cittadini divenisse finalmente realtà.
    Sulle barricate della contestazione e sul rifiuto dei partiti diventati fortezze di potere, privilegi e impunità, abbiamo immaginato che fosse ormai imminente l’alba di una nuova stagione politica.
    La spazzatura del sistema clientelare  sembrava essere tutta raccattata dai tribunali italiani e ci si aspettava che da’mani pulite ‘  si propagasse l’onda lunga di una rigenerazione culturale  che tenesse fuori dai palazzi  i cortigiani, i portaborse, nani e ballerine che il vorticoso giro di mazzette teneva in piedi.
    I movimenti della società civile, l’armonia di intenti tra una parte della magistratura e un ampio settore della gente comune, una nuova sensibilità della gerarchia ecclesiastica, una stampa più libera e soprattutto le prime coraggiose sentenze contro una struttura mafiosa che era stata impenetrabile e invincibile facevano credere di essere ad una svolta epocale.
    Meno potere ai partiti più spazio alla meritocrazia e ai diritti dei cittadini, meno lottizzazione e via i partiti con le loro architetture ideologiche, i loro apparati e i big nazionali che sembravano eterni, intramontabili e infallibili.
    Abbiamo così disarcionato i segretari dei partiti, i capi corrente, i ministri e sottosegretari,  onnipresenti nei  dibattiti televisivi e nei giornali che decantavano le ‘magnifiche sorti e progressive’ della nostra Italia.
    Craxi, Forlani, De Lorenzo, de michelis, Martelli, Scotti, De Mita Cirino Pomicino  furono via via ‘radiati’ dalla vita pubblica, chi dopo le sentenze dei  tribunali e altri per la progressiva perdita del ‘sexy – appeal ‘ con l’elettorato che fino ad allora li aveva idolatrati fino ad identificarli con lo Stato che etano stati chiamati a rappresentare.
    Dagli anni novanta ad oggi è stata scritta un’ altra storia e sembra anche esaurita la spinta innovatrice e rivoluzionaria della seconda Repubblica nata sul declino dei partiti, sulla caduta del muro di Berlino e sulla perdita di identità e di consistenza delle ideologie che ne definivano i confini e gli orizzonti.
    I vecchi apparati non esistono più  e un ricambio generazionale ha ormai preso possesso delle istituzioni e delle sedi politiche dove si decidono lo sviluppo dei territori e il futuro della sua gente.
    Un cambiamento che non conosce tregua, limiti e pudore e se in America si applaude al trionfo di Trump a qualcuno viene la nostalgia di Cirino Pomicino che di fronte al nuovo presidente statunitense farebbe sicuramente una gran  bella figura.
    Se l’esito finale della lotta alla corruzione e ai privilegi della casta, se il sangue versato dai giudici Falcone e Borsellino per opporsi alle infiltrazioni mafiose porta a simili risultati allora ‘aridateci Cirino Pomicino ‘