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YMF di Gaeta: Fiera del mare o trionfo di cannoli siciliani e ‘cuoppi’ napoletani?

di Alessandra Parente 

Si è concluso ieri, proprio nel giorno della festa dei lavoratori, quello che è conosciuto come “ Yacht Med Festival “ – Fiera Internazionale dell’Economia del Mare- tenutosi a Gaeta, a partire dal 23 aprile scorso.

Lo Yacht Med Festival è tra le più importanti e apprezzate manifestazioni del Mediterraneo; in un unico spazio espositivo si prefigge di racchiudere tutti i settori legati all’economia del mare: nautica, portualità turistica e commerciale, logistica e trasporti, pesca, formazione, innovazione, turismo, editoria, musica, agroalimentare, artigianato, arte e cultura.

Il piatto sembra ricco! Ma è davvero così? Lo vediamo dal punto di vista dell’ “ italiano medio “, categoria ormai quasi in estinzione, bersagliata com’è da qualsiasi forma di potere politico ed economico.

Il protagonista della nostra visita allo Yacht Med Festival si presenta nella meravigliosa Gaeta, più attratto dalla prospettiva di una bella passeggiata al mare con annesso gelato, che non dal desiderio di vedere quanto possa costare un’imbarcazione grande come la sua cucina, ma che non finirebbero di pagare neanche i suoi trisnipoti.  Ma i suoi timori vengono subito smentiti. Entrato nel percorso espositivo, si rende conto che lo spazio effettivamente dedicato alla nautica, alla portualità con annessi e connessi, è davvero esiguo. Piuttosto numerosi, invece, gli stands gastronomici:  dai cannoli siciliani, al famoso “ cuoppo ” di fritti napoletano, dalla tiella di Gaeta ( neanche poi tanto in primo piano! ), alle specialità pugliesi, passando per la novità di quest’anno, gli stands regionali dedicati ai vini ( interessanti e anche molto di moda, soprattutto di recente!). Numerosi anche gli stands dedicati a bigiotteria e prodotti in pelle, così che il nostro “ italiano medio” può tornare a casa con un bel braccialetto con ancora per la figliola e “ strafando ” anche  una piccola tracolla in pelle per la consorte.

Ad un certo punto però arriva ad un porto sicuro: dopo aver percorso quasi per intero il lungomare raggiunge gli stands istituzionali di Città di Gaeta, Pro Loco di Gaeta, Carabinieri, Guardia Costiera, Guardia di finanza e Croce Rossa, all’in circa uno dopo l’altro. Ma è troppo stremato dal lungo cammino per dargli l’attenzione che meriterebbero. E’ stremato da una “ camminata “ cominciata ben prima del percorso espositivo, legata a doppio filo con il luogo dove ha potuto parcheggiare, dal peso delle buste dei regali per il resto della famiglia, dal “ cuoppo” di fritti consumato alle 10, 30 del mattino, come se fosse un americano di vecchia data, mentre in realtà non ci è per niente abituato, ed è stremato anche dai vari visitatori che lo hanno fermato per farsi scattare una foto, approfittando del bello scenario.

Il nostro “ italiano medio “ un po’ stremato lo è, ha dovuto anche raccogliere le confidenze di alcuni standisti dalle aspettative commerciali deluse ( si vocifera che quest’anno gli stands siano stati circa 50 in meno rispetto all’anno scorso ), ma si rincuora ripensando ad altri, tra visitatori e standisti, che visitando Gaeta per la prima volta ne sono rimasti esterefatti e glielo hanno amichevolmente manifestato.

Certo lui Gaeta un po’ la conosce, del resto 2- 3 volte l’anno la visita sempre e non dovrebbe vederla come nulla di nuovo, ma ogni volta che ci va, invece, gli sembra come se fosse la prima. Forse, si chiede tra sé e sé, la vera forza e la vera economia di questo luogo risiedono nell’essere un posto un po’ magico?

Per “  l’ italiano medio “ è tempo di  tornare a casa: stavolta però con il cuore felice e l’animo più leggero, del resto ha appena respirato a pieni polmoni un po’ di magia.