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La prima “grotte bianca” nel segno di Valerio

di Arturo Gnesi

Il primo ottobre c’è stato il taglio del nastro per la manifestazione ‘grotte bianca ‘ al suo esordio assoluto.
Presenti il Prefetto di Frosinone S.E. Emilia Zarrilli, il senatore Francesco Scalia  e il direttore del parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi Giorgio Biddittu.

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Una prima edizione curata in tutti i particolari e che ha avuto un buon successo di partecipazione nonostante lo stato d’animo degli organizzatori fosse stato fortemente segnato dalla tragica scomparsa di Valerio avvenuta pochi giorni prima.
All’inizio della serata i giovani di Pastena  hanno osservato un minuto di silenzio e hanno voluto ricordare con un video il loro coetaneo vittima di un incidente con la moto.
Non era la serata giusta nemmeno per me, pensieri e parole sovrastati dal sorriso di Valerio e la stessa angosciosa domanda sul perché di un destino beffardo e che  tentava di trovare una ragione ad una vita spezzata, ad un sogno infranto, ad una speranza perduta.

Mi avevano chiesto di sospendere la manifestazione, di rinviarla o di farne a meno ma un sindaco ha anche il compito di rimettere in piedi la comunità, di creare spazi e opportunità per la crescita culturale e lo sviluppo economico del paese.

Questa manifestazione potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo ciclo di promozione turistica e di valorizzazione del territorio e anche  mettere un freno alla necessità di lasciarsi alle spalle  il paese per trovare altrove un posto di lavoro.
Anche Valerio era andato oltreoceano per misurarsi con un nuova realtà economica e per sondare il terreno riguardo ad una possibilità di occupazione stabile.

Il tempo dello sconforto, del dolore e del pianto non potrà mai essere cancellato né cinicamente dimenticato ma è necessario che i giovani della comunità raccolgano l’eredità di Valerio e siano testimoni di un una nuova presenza sociale che si preoccupi del bene comune, che non trascuri le radici della cultura popolare e che si interroghi anche sul futuro politico che si vuole costruire.

Non è stata la serata dei discorsi e dei ringraziamenti, il peso dei momenti  vissuti nei giorni precedenti ha lasciato in tutti noi un segno profondo e anche l’accoglienza delle autorità è stato sobrio, essenziale ed austero.

Il prefetto ha visitato le grotte di Pastena  che ospitavano all’ingresso il coro polifonico del maestro Gabriele Pezone e lungo gli angoli e le sale più suggestive del percorso c’erano artisti che hanno eseguito brani musicali con l’arpa, il flauto, il violino, lo xilofono.

Note e melodie che hanno reso l’atmosfera molto suggestiva e che devono necessariamente rilanciare il valore e la bellezza del nostro paese e creare un clima di fiducia e di interesse per chi intende investire per realizzare o migliorare le strutture ricettive adatte all’accoglienza e al soggiorno dei turisti provenienti da ogni parte d’Italia.

Questa è la sfida del futuro e già da oggi bisogna rendersi conto che occorre fare di più, farlo bene e farlo per i giovani di Pastena. Questo è il senso della prima manifestazione della “grotte bianca”.