Home Eventi Al centro di “Memoria nostra” il tema dell’accoglienza raccontato dai ragazzi

Al centro di “Memoria nostra” il tema dell’accoglienza raccontato dai ragazzi

A distanza di un anno, dalla chiusura del progetto, si è tenuto ad Acuto, nella Sala Consigliare del Comune, la cerimonia legata al progetto “Memoria Nostra”, finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito delle manifestazioni di celebrazione del 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

Motivo dell’occasione la pubblicazione di un secondo libro sulla storia di questa esperienza educativa.

 

Il progetto, svolto nei Comuni di Serrone, Piglio ed Acuto, ha coinvolto i giovani studenti delle Scuole che hanno seguito un programma di formazione-intervento che ha consentito  loro di raccogliere le testimonianze dei superstiti  di quel periodo e la documentazione conservata nelle biblioteche e negli archivi presenti sul territorio.

 

“Per i docenti che hanno seguito i giovani è stata un’esperienza utile per rivedere la didattica tradizionale alla luce delle indicazioni della nuova legge 107 sulla Buona Scuola”, ha dichiarato Tommaso Damizia, dirigente delle Scuole di Serrone e Piglio.

 

Nel libro, come anche nel convegno, la prof.ssa Rachele Frasca, dell’IC di Piglio, e la prof.ssa Stefania Fiorini, dell’IC di Fiuggi-Acuto, hanno sottolineato, la caratteristica della metodologia impiegata, metodologia che stimola i ragazzi a sviluppare “un apprendimento attivo, cooperativo, collaborativo, e che consente di ‘apprendere ad apprendere’” e suggerisce ai docenti processi attivi di insegnamento, modalità progettuali di lavoro a contatto diretto con il contesto locale, dove la conoscenza si matura “facendo” e dove la “progettualità del fare”, sviluppata sul territorio, si affianca alla memorizzazione di contenuti trasmessi  in aula.

 

La cerimonia è stata aperta da Augusto Agostini, sindaco di Acuto che ha ringraziato le comunità dei tre Comuni che, tutte assieme, hanno lavorato sul tema della Memoria di quei mesi tremendi precedenti alla liberazione nazifascista e che, assieme ai giovani studenti, hanno ricostruito cosa è veramente successo in quel periodo.

 

Il tema su cui si è concentrata la ricerca dei giovani studenti è stato quello dell’accoglienza; sono state raccolti racconti e le testimonianze tra coloro che hanno vissuto nel territorio del famoso vino “Cesanese”,  nascosti dalle famiglie del luogo o dal Convento delle suore di Acuto di “Maria Mattias”.  Molti sono stati gli ebrei sfollati dalla Capitale a rifugiarsi in questo luogo ameno, meno pericoloso del territorio più a Sud dove correva la Linea Gustav e si è combattuto a lungo prima che gli Alleati trovassero un varco nelle resistenze tedesche.

 

Nel corso della cerimonia, lo storico Pino Palloni, in rappresentanza della comunità ebraica di Roma, ha consegnato una scultura in marmo raffigurante il candeliere a sette braccia, simbolo della religione ebraica in segno di riconoscimento dell’impegno profuso nel recuperare la storia vissuta in quell’epoca dai tanti ebrei che si erano  rifugiati ad Acuto.

 

 

Il sindaco di Piglio, Mario Felli, ha espresso parole di apprezzamento per i giovani studenti e i loro insegnanti che hanno stimolato, con la loro ricerca, la memoria degli adulti.

Il sindaco di Serrone, Natale Nucheli, ha voluto sottolineare l’importanza di queste attività che l’Associazione dei Comuni SER.A.F. promuove e che Impresa Insieme, segreteria tecnica dell’Associazione dei Comuni, realizza con il coinvolgimento pieno e la partecipazione di tutti gli attori del territorio, ricordando inoltre l’importanza del confronto tra generazioni come motivo di crescita della comunità.

 

Al termine dell’incontro è stato consegnato agli intervenuti il bel libro pieno di immagini tratte dal lavoro sul campo e il racconto del processo formativo che è stato seguito nel progetto e le testimonianze che gli studenti hanno raccolto. Il compendio oltre agli aspetti legati all’apprendimento, con la tesaurizzazione delle testimonianze raccolte, assolve anche ad un altro obiettivo non meno importante: rendere coscienti gli anziani che il loro contributo, non è stato vano e che le tante azioni coraggiose che hanno condotto per salvare qualche vita e per difendere la dignità umana.

 

Concluso questo percorso la comunità è già pronta ad affrontare due nuovi progetti, sempre di valenza territoriale: l’ottimizzazione della Via Francigena del Sud, iniziativa finanziata dalla Regione Lazio, e la valorizzazione del Made in Italy dei prodotti locali, finanziato dal MIUR. Entrambi  i lavori sono stati progettati dalla segreteria dell’Associazione dei Comuni SER.A.F. che con ormai 12 anni di esperienza è considerata modello organizzativo di riferimento anche per i Comuni Toscani e Pugliesi, oltre che laziali.

 

L’occasione dell’incontro è servita anche per informare le comunità della possibilità per i giovani universitari e laureati del territorio di utilizzare la borsa di studio che la Regione Lazio ha messo loro a disposizione con il programma Torno Subito, programma che finanzia un master fuori regione e un successivo tirocinio presso i Comuni di residenza proprio sui progetti come quelli annunciati in questa occasione.