Home Economia Legambiente: Prevenire il dissesto idrogeologico costa meno dell’emergenza

Legambiente: Prevenire il dissesto idrogeologico costa meno dell’emergenza

“Nei giorni scorsi, Legambiente ha pubblicato il consueto rapporto annuale sul quadro idrogeologico del nostro Paese, descrivendo una situazione fortemente allarmante.

I numeri – afferma il presidente del Consorzio Valle del Liri di Cassino, dott. Pasquale Ciacciarelli – dicono chiaramente che la prevenzione costa meno dell’emergenza, facendo risparmiare sia denaro pubblico che vite umane e danni immobiliari a cittadini ed istituzioni; eppure, nonostante le parole e gli impegni, il nostro Paese, in particolare il Governo e le regioni, continuano a gestire il problema del dissesto idrogeologico intervenendo solamente quando il disastro si è già verificato.

Dal dossier 2016 “Ecosistema Rischio” di Legambiente emerge che nel Lazio: un comune su tre ha interi quartieri a rischio; il 15% dei comuni ha continuato ad edificare in questi ultimi dieci anni in aree a rischio; l’85% dei comuni regionali è interessato da aree a rischio.

Occorre: avviare una politica di immediata riduzione del consumo di suolo che potrebbe trovare pratica e concreta attuazione nel Piano Territoriale Paesistico Regionale e nel Testo Unico sull’Urbanistica in discussione proprio in questo periodo in Regione e gli stessi cittadini dovrebbero essere più responsabili per scongiurare il rischio di vedersi privati dei propri patrimoni immobiliari e spesso anche della vita a causa di catastrofi improvvise.

Con troppa superficialità, anche nel nostro comprensorio, spesso si sono verificati casi di intubazione di corsi d’acqua, soppressione di reti scolanti, persino la costruzione di un municipio sopra al corso di un ruscello.

Senza poi considerare episodi calamitosi di diversa origine, come la frana del Viadotto Biondi a Frosinone, la frana sul Lungoliri a Pontecorvo, la frana su via S. Bartolomeo a Cassino e diverse altre distribuite sul territorio.

E’ necessario combattere l’abusivismo e le lottizzazioni nelle aree a rischio; ed in questo campo i consorzi di bonifica dovrebbero essere consultati preventivamente nella fase di redazione dei Piani regolatori, per evitare nuovi insediamenti in aree a rischio; aumento del cemento ed aumento del rischio idrogeologico crescono proporzionalmente tra loro.

Pensate, secondo Legambiente, solo a Roma sono oltre 100.000 le persone che abitano e lavorano in aree a vari livelli di rischio idrogeologico.

Nel settore della prevenzione e della tutela territoriale assumono un ruolo primario ed indispensabile proprio i consorzi di bonifica; il Valle del Liri gestisce una rete di torrenti, fossi, ruscelli e canali estesa oltre 600 km su cui quotidianamente eseguiamo la manutenzione per consentire un rapido ed agevole deflusso delle acque.

Inoltre, grazie anche alla collaborazione dei sindaci – conclude Ciacciarelli – i nostri tecnici hanno mappato tutto il Comprensorio individuando zone a rischio per le quali l’Ufficio Tecnico ha messo a punto un articolato piano di messa in sicurezza con progetti già esecutivi e cantierabili, che abbiamo trasmesso alle istituzioni interessate per ottenere i relativi finanziamenti.

Progetti per i quali speriamo di avere i finanziamenti dalla Regione Lazio, in ordine di priorità, per evitare che le buone intenzioni restino solo sulla carta”.