Home Cassino Imprese del marmo: “Ecco come (ri)conquisteremo i mercati mondiali”

Imprese del marmo: “Ecco come (ri)conquisteremo i mercati mondiali”

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Le diciotto imprese del marmo di Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Coreno, Ausonia, Castelnuovo Parano, Esperia, S. Giorgio a Liri e Cassino puntano tutto sul progetto presentato alla “Call for proposal” bandita dalla Regione per ridisegnare il proprio posizionamento strategico nel mondo. Una risposta formalizzata da Impresa Insieme S.r.l. ma costruita con la partecipazione dell’Università di Cassino e de La Sapienza di Roma, il Consorzio per la valorizzazione del Perlato Coreno, la Cooperativa Cavatori Coreno, l’Istituto Enrico Fermi di Gaeta e la XIX Comunità Montana degli Aurunci. Due le direttrici su cui si conta di intervenire: da una parte, la creazione delle condizioni che consentano alle imprese di competere non addossando loro tutti gli oneri indiretti, quindi strade, banda larga, ricerca e centri di Ricerca, formazione di figure specializzate; dall’altra l’internazionalizzazione della filiera. A riunire la rete degli attori pubblici e privati che hanno aderito all’iniziativa c’è stata anche una giovane donna innamorata della sua terra: Margherita Coreno, da diverso tempo impegnata nell’Associazione “Ti Accompagno” di Castelnuovo a fianco di Impresa Insieme e laureata all’Università di Cassino con il professor Di Gregorio. Un lavoro intenso quello della Coreno che ha permesso a Di Gregorio – già esperto di riposizionamento e marketing strategico oltre che uno dei più grandi esperti di organizzazione italiani – ruolo svolto in Italsider, poi in Aeritalia e nella chimica dell’Eni, poi come docente a Cassino e da quasi vent’anni amministratore di Impresa Insieme S.r.l. al servizio delle Associazioni dei Comuni del Lazio – di sviluppare una proficua “progettazione partecipata” con gli imprenditori e gli amministratori e i colleghi universitari.
Tutti si sono adoperati per il successo dell’iniziativa: il sindaco di Coreno nonché presidente del Consorzio del Perlato Rojal, Domenico Corte, il presidente della Comunità Montana, Oreste De Bellis, la segreteria della cooperativa Cavatori, le Associazioni giovanili costituitesi a ridosso delle Associazioni di Comuni Seraf in provincia di Frosinone e Seral in provincia di Latina. Un connubio che peraltro ha riunito finalmente l’antica provincia della Terra di Lavoro.
“Lo stimolo regionale – dice il professor Renato Di Gregorio, che ha seguito il progetto – ci ha dato la possibilità di ripensare la strategia delle imprese del settore e di individuare due sotto settori imprenditoriali, quello legato al prodotto (aziende product oriented) e quello proiettato verso il cliente che costruisce sistemi abitativi di livello e che usa tutti i marmi del mondo, compreso quello locale (imprese client-oriented). Entrambi devono investire e hanno bisogno di finanziamenti pubblici per competere a livello mondiale. Le imprese del primo settore devono qualificare e promuovere il Perlato Royal e la Breccia Paradiso, ma devono anche migliorare i servizi, i tempi e i modi di consegna, le tecnologie e la ricerca sul prodotto e la sua lavorazione. Le imprese del secondo settore – prosegue Di Gregorio – devono invece migliorare il rapporto con gli architetti e le modalità con cui rifornirsi delle materie prime. Il lavoro fatto assieme agli imprenditori che operano sul territorio ci ha consentito di dirimere i conflitti di fondo tra chi pensa che il primo settore deve morire e chi pensa che il secondo settore è costituito da persone che tradiscono le tradizioni. Abbiamo inoltre decifrato cosa è di responsabilità delle imprese, cosa è di responsabilità degli Enti locali, ciò che possono fare le Università sul versante tecnico-tecnologico e sul piano del marketing internazionale e sull’organizzazione territoriale. Seguendo questa logica alla Regione non abbiamo chiesto finanziamenti per le singole imprese, ma finanziamenti per il ‘territorio’”.