Home Economia Impianto di compostaggio: il “no” del consorzio Valle del Liri

Impianto di compostaggio: il “no” del consorzio Valle del Liri

In questi giorni è tornato di forte attualità il problema legato alla realizzazione di un impianto di compostaggio in territorio del comune di Piedimonte San Germano, in località Ruscito, che ha da subito trovato una forte opposizione popolare ma anche istituzionale con iniziative di contrasto sia giuridiche che di protesta.

Anche il Consorzio di Bonifica Valle del Liri di Cassino, affiancando le analoghe iniziative portate avanti dai comuni, dai comitati di cittadini ed altre istituzioni, è perplesso sulla positività della realizzazione dell’impianto.

“La mission istituzionale del nostro Ente – spiega il presidente dott. Pasquale Ciacciarelli – è quella di favorire e supportare lo sviluppo dell’economia agricola e la salvaguardia ambientale del comprensorio di competenza; ovvio che un impianto di compostaggio come quello che si intende realizzare nelle campagne di Piedimonte e Villa S. Lucia stimoli obiettive perplessità sull’impatto che esso potrebbe avere su un territorio a forte vocazione agricola e già fortemente minato dalla presenza di altre strutture a rischio sanitario, come l’inceneritore di San Vittore del Lazio, la discarica di Roccasecca e l’impianto di riciclaggio di Colfelice, senza dimenticare le “bombe” ecologiche presenti sul nostro territorio come Panaccioni, Nocione e la ex Marini.

Questo territorio ha già dato troppo e forse non è un caso se il recente studio pubblicato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, relativo al biennio 2013-2014, evidenzi il primo posto assoluto della nostra provincia per numero di decessi malattie come quelle del sangue, dell’apparato linfatico, quelle legate all’apparato cardiaco e quelle di vesciche e reni: un dato per tutti i 538 decessi per malattie legate a disturbi immunitari contro i 174 della provincia di Rieti.

E’ evidente che qualche cosa non funziona in questa provincia rispetto alle altre, e non può essere esclusa a priori una possibile correlazione con la presenza di impianti ed insediamenti industriali e con l’inquinamento delle falde acquifere e dei terreni provocato dai rifiuti tossici e nocivi interrati nel corso di questi ultimi anni.

Consorziati e cittadini ci chiedono un atteggiamento perentorio a tutela di un territorio a forte vocazione agricola; è quantomeno paradossale verificare che la Regione Lazio da una parte riconosce la DOP per prodotti alimentari di qualità, come il Peperone pontecorvese, e dall’altra autorizza l’insediamento di impianti che potrebbero danneggiare la qualità e la genuinità di questi prodotti.

Infatti, nonostante le opposizioni, l’impianto ha ora ottenuto una VIA (Valutazione Impatto Ambientale) favorevole per cui stiamo provvedendo a formalizzare giuridicamente la contestazione di questo parere con un ricorso che sarà presentato nei prossimi giorni, affiancando le analoghe iniziative di comuni, cittadini e comitati preoccupati dalla realizzazione dell’impianto.

Il nostro compito – conclude Ciacciarelli – deve essere quello di migliorare la qualità della vita nella nostra provincia e questo non può avvenire senza un controllo scrupoloso dei nuovi insediamenti che si intendono realizzare.