Home Cassinate Dalla vite al bicchiere: un testo unico per difendere il vino italiano

Dalla vite al bicchiere: un testo unico per difendere il vino italiano

Nei giorni scorsi la Commissione della Camera dei Deputati ha licenziato un nuovo Testo Unico per favorire la semplificazione burocratica del settore vitivinicolo ed alzare maggiormente l’argine contro la contraffazione del Made in Italy e la concorrenza sleale.

Lo afferma il presidente del Consorzio di Bonifica Valle del Liri di Cassino, dottor Pasquale Ciacciarelli, rivendicando il forte ruolo svolto da tempo dal Consorzio di Bonifica Valle del Liri per la valorizzazione delle produzioni agricole di eccellenza del Comprensorio.

“Non da oggi siamo al fianco di produzioni agricole di alto livello come il Peperone pontecorvese DOP, il Tabacco Kentuchy DOP di Pontecorvo, il formaggio Pecorino DOP di Picinisco, ma anche il vino Cabernet di Atina, che 14 aziende producono su circa 100 ettari di vigneti dislocati nei comuni di Atina, Picinisco, Alvito, Gallinaro, Casalvieri e S. Elia Fiumerapido.

E’ questo un settore in crescita che vanta il riconoscimento della DOC ed ha una produzione media annua di circa 600.000 bottiglie l’anno tra vini bianchi, rossi, rosati e spumante, per un fatturato di diversi milioni di euro.

Il settore vitivinicolo italiano anche nel 2015 si è piazzato al primo posto nel mondo con una produzione annua di quasi 50 milioni di ettolitri, davanti alla Francia, ed incrementi significativi dell’export, in particolare verso Giappone e Cina; ed un contributo positivo è venuto anche grazie all’Expo di Milano.

L’adozione del nuovo Testo Unico del vino, da parte della Commissione della Camera dei Deputati, è una notizia importante per questo settore e speriamo che porti i frutti sperati.

Basta dire che attualmente il passaggio dal vigneto alla bottiglia rende necessario adempiere a più di 70 pratiche che coinvolgono 20 diversi soggetti per soddisfare le 4mila pagine di normativa che regolamentano il settore; la burocrazia nel vino incide in media per 100 giornate di lavoro all’anno, pari a oltre il 20% del tempo lavoro dell’impresa vitivinicola.

Se questo nuovo Testo Unico dovesse realmente favorire l’alleggerimento del carico burocratico delle aziende e garantire ai nostri prodotti una lealtà di mercato, anche il nostro settore vitivinicolo se ne potrebbe giovare aumentando la produzione (attualmente è articolata solo su 6 comuni dei 12 inseriti nel protocollo DOP) e l’occupazione, anche incrementando la produzione biologica, i cui estimatori sono in continua crescita.

E per questo – conclude Ciacciarelli – colgo ancora l’occasione per invitare i giovani a guardare con attenzione al settore vitivinicolo, utilizzando le varie occasioni di finanziamento inserite all’interno del PSR 2014-20 il cui bando è attualmente aperto e con il quale si possono avere anche finanziamenti a fondo perduto”.