Home Cronaca Autovelox sulla supestrada, ad Ausonia assolti Moschetta, vigili e ditta

Autovelox sulla supestrada, ad Ausonia assolti Moschetta, vigili e ditta

di Romina D’Aniello

La decisione della dottoressa Perna, giunta su richiesta di assoluzione del Pubblico Ministero, è arrivata ieri: l’ex sindaco del paese, Michele Moschetta (difeso dall’avvocato Ivan Caserta), gli agenti della polizia municipale Enrico Ambroselli e Giampiero Evangelista (rispettivamente rappresentati dai legali Cortellessa e Di Siena) e il titolare della ditta Avenue, Giampiero Colella (difeso dall’avvocato De Angelis), sono scagionati dai cinque capi d’imputazione che li hanno visti iscritti nel registro degli indagati tre anni e mezzo. In particolare, il Procuratore della Repubblica di Cassino, di fronte alla gestione dell’autovelox installato sulla superstrada Cassino-Formia da parte dei Vigili urbani di Ausonia, accusò i quattro indagati di abuso d’ufficio, associazione a delinquere, usurpazione della funzione pubblica, divulgazione del segreto d’ufficio e violazione della privacy. Moschetta  e gli altri si videro recapitare l’avviso di garanzia a conclusioni dell’indagine, che è solo un filone di un’inchiesta più ampia che coinvolge anche i comuni di Pignataro Interamna (sindaco e giunta sono stati condannati a luglio), di San Giorgio a Liri (indagati scagionati) e di Esperia (procedimento ancora in corso).

Ora, l’assoluzione.  Il commissario straordinario del Parco dei monti Aurunci, i due vigili e il titolare della ditta vincitrice dell’appalto hanno richiesto il procedimento del rito abbreviato. Il Pubblico Ministero  ha chiesto l’assoluzione, e, ieri, la decisione del Magistrato, che assolve tutti.

“La giustizia mi ha tolto e la giustizia mi ha dato”: il commento di Michele Moschetta.

“Sono stati tre anni e mezzo di calvario: sono stato sbattuto sui giornali e durante la campagna elettorale per le ultime amministrative di Ausonia qualcuno ha anche speculato su questa situazione giudiziaria. Oggi, non ho vendette da consumare, ma posso dire che è il giorno più bello della mia vita – ha affermato senza dubbi l’uomo che il Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, ha voluto alla guida del Parco di Campodimele – . E’ perfino più bello di quando sono diventato sindaco, perché i cinque capi d’accusa erano gravissimi e li sentivo ingiusti verso chi, come me, ha sempre rispettato le istituzioni”.

“Ringrazio il Pm che ha avuto il coraggio di rileggere le carte e rivedere l’impianto accusatorio,  tutti gli amici e la gente che in questi anni mi ha testimoniato stima incondizionata e che mi ha aiutato a superare il calvario”, ha concluso Michele Moschetta.