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“Vittorelli ha offeso la dignità di un luogo simbolo da secoli nel mondo”. Parole dure da Arturo Gnesi

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Una brutta pagina per la storia della ciociaria

di Arturo GNESI, sindaco di Pastena

Non ho mai avuto il privilegio, o la fortuna, di stringere la mano o intrattenermi con l’ex abate Vittorelli che con la sua condotta ha scatenato un ciclone giudiziario e mediatico rovinoso per il prestigio internazionale dell’abbazia di Montecassino.

Abituato alle frequentazioni altolocate di capi di governo, ministri, sottosegretari , ambasciatori, impresari e faccendieri, non ha lasciato traccia del ministero pastorale cui in primis doveva render conto se si fosse trattata di una vocazione autentica e di una vera testimonianza di fede.

Un pastore delle anime che a fatica si riconosceva nei gesti quotidiani anche quando nelle festività natalizie o pasquali si affacciava   nell’ospedale per dare conforto ai malati, parole di circostanza e atteggiamenti formali, distanti ed estranei alla sua vera indole nonostante la sua laurea in medicina.

Protagonista di un vorticoso intreccio tra soldi e bella vita, abitudini oziose e deplorevoli, soggiorni di lusso in località esotiche, ha offuscato la sobrietà della vita monacale calpestando e rinnegando la regola fondante di San Benedetto racchiusa nella regola semplice e austera dell’ “ora et labora”.

Un comportamento che getta un’ombra su tutta la ciociaria perché oltraggia la memoria di Montecassino, calpesta l’eroismo dei tanti soldati morti per riconquistare la libertà e la democrazia, offende la dignità di un luogo diventato un sacrario per l’Europa e un simbolo di pace per l’intera comunità mondiale.

Una posizione indifendibile perché ha offeso innanzitutto il sentimento di tanti credenti che cercano nel messaggio cristiano le ragioni esistenziali di una vita che altrimenti potrebbe non avere alcun significato, una condotta ingiustificabile per chi aveva scelto di indossare i paramenti sacri e doveva essere al fianco dei bisogni della gente, sostenere gli ultimi e dare speranza a chi soffre per le discriminazioni ed emarginazioni sociali.

Un colpo basso anche per chi amministra il territorio e tenta di arginare le infiltrazioni mafiose, una scomunica per coloro che tentano di difendere la giustizia e la legalità, un brutto risveglio per i giovani cercano con la loro partecipazione di costruire un futuro libero, giusto e solidale.

Una brutta figura per coloro che stavano preparando una carriera politica per l’ex abate invitato in una convention a illustrare “le radici cristiane dell’Europa”.

Raccolgo ed esprimo la rabbia e l’indignazione della gente comune che si aspetta dalla chiesa, dalla politica dalla pubblica amministrazione comportamenti trasparenti ed integerrimi o almeno il coraggio di farsi da parte   di coloro che non sono all’altezza del compito.