Home Eventi Trent’anni fa moriva il “giudice ragazzino”. S. Giorgio lo ricorda oggi

Trent’anni fa moriva il “giudice ragazzino”. S. Giorgio lo ricorda oggi

San Giorgio a Liri non dimentica il giudice Rosario Angelo Livatino, il giovane magistrato ucciso all’età di trentotto anni il 21 settembre del 1990 da quattro sicari ventenni assoldati dalla Stidda agrigentina.

Al “giudice ragazzino”, che soleva dire “decidere è scegliere e scegliere è una delle cose più difficili che l’uomo sia chiamato a fare”,considerato “servo di Dio” dalla Chiesa Cattolica, è intitolata la sala polivalente del comune della valle dei santi, per volere del compianto sindaco Achille Migliorelli.

Oggi alle diciassette l’amministrazione comunale lo ricorderà proprio presso il centro polifunzionale a lui dedicato, che custodisce anche una grande tela di recente restaurata che riproduce la figura del magistrato.

“Invito tutti i cittadini sangiorgesi a partecipare all’incontro pubblico in memoria di questo martire della giustizia e della fede, un uomo che vogliamo ricordare con affetto e ammirazione”, le parole del sindaco di San Giorgio Francesco Lavalle.

Il paese della valle dei santi è molto legato al giudice Livatino.

Prima del lockdown, fu ricordato nella stessa sala nell’occasione  della ricollocazione del quadro restaurato a cura del pittore sangiorgese Tonino D’Arpino. Il restauro si era reso necessario dopo che la tela era stata oggetto di atti vandalici.

“Ricordermo un eroe del quotidiano e celebreremo ancora una volta la memoria di un uomo semplice che con passione e certezza ha lottato contro l’ingiustizia. Rosario Angelo Livatino era un magistrato che amava la sua terra. Il suo sacrificio è per tutti noi un grande esempio di come la propria vita possa essere messa al servizio della propria comunità”, annuncia il sindaco Lavalle.