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Sant’Ambrogio non dimentica i suoi morti

Sant’Ambrogio sul Garigliano non dimentica l’eccidio avvenuto il 2 dicembre 1943, quando il paese della valle dei santi venne a trovarsi al centro dello scontro tra gli alleati impegnati a risalire la penisola per liberarla dall’occupazione nazista e i tedeschi.

Quel giorno, era di giovedì, trentasette persone speravano di essere al sicuro nel ricovero di fortuna, profondo circa dodici metri, che avevano individuato nel paese, invece una bomba lo centrò in pieno, causando la strage di civili, tra cui dei bambini, perché lo smottamento che seguì blocco le due vie d’uscita. Gli stessi soldati tedeschi, sotto le bombe che precipitavano continuamente dal cielo e le avverse condizioni atmosferiche, dando prova in questo caso di grande umanità, unitamente ai civili accorsi, iniziarono a sgomberare il terreno franato, si scavava perfino con le mani, ma il tempo passava inesorabile e gli sfortunati intrappolati si rendevano sicuramente conto che per loro non c’era più nulla da fare. Scampò miracolosamente solo una donna.

Il prossimo 2 dicembre il sindaco Sergio Messore presiederà una cerimonia che avrà inizio alle 17,00, quando si prevede il ritrovo nella piazza intitolata alla tragedia, dove sarà deposto un omaggio floreale sul cippo marmoreo e sarà rievocato l’eccidio. Seguirà una solenne messa nella chiesa di San Rocco.