Home Frosinone L’ignoranza della storia non giustifica tutto. La Ciociaria ferita da Perin

L’ignoranza della storia non giustifica tutto. La Ciociaria ferita da Perin

A Vallecorsa cambiò la storia, tuo nonno parla arabo…il mio fondò littoria!”: il post choc pubblicato da Instagram dal giocatore del Genoa, Mattia Perin, è un mix di ignoranza della storia e anche della geografia (i goumiers parlavano francese non arabo!), che riapre la ferita più profonda della terra ciociara, che riguarda tutta questa terra, da Esperia fino a Vallecorsa, il paese in cui fu girata la celeberrima scena tratta dal libro di Alberto Moravia e portata al cinema da De Sica nel 1960, che ricorda la tragica pagina delle cosiddette “marocchinate”.

Nello stesso post Perin ha fatto riferimento alla fondazione delle città nella palude pontina, tra cui Latina, per bonificare le quali Mussolini si servì di famiglie del nord, capaci di ricavare terre fertili da quelle terre appestate dalla malaria.

Dopo qualche ora, lo stesso Perin ha riconosciuto la gravità del suo scritto nei confronti dei tifosi ciociari e l’ha giustificata – in parte perché lui stesso ammette che non può esserci alibi sulla vicenda – con il fatto che sta vivendo un periodo non semplice a livello professionale: “Non ho avuto la lucidità per evitare di reagire a una serie di continue e gravissime provocazioni rivolte a me e alla mia famiglia”.

Perin non sa niente di questa storia. Non sa che per cinquanta ore le truppe coloniali francesi struprarono figlie, madri, mogli, spesso anche uomini – un prete perfino – quale “bottino di guerra”.

Non sa che molte morirono per le sofferenze subite.

Non sa che molte donne non ebbero mai il coraggio di denunciare per ottenere il giusto seppure infimo risarcimento, e che solo anni dopo il sindaco Giuseppe Moretti di Esperia riuscì a portare in Parlamento quelle ore sconosciute (o no) anche al Governo italiano.

Non sa che per molti anni dopo le vittime della barbarie (dis)umana furono additate come “disonorate” e condannate a subire anche l’onta del moralismo della piccola provincia e delle campagne.

La vicenda scatenata dalle improvvide parole di Perin intanto si è ingigantita fino a raggiungere risonanza nazionale.

La posizione del Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo:

“In queste ore si sta diffondendo a livello nazionale il caso scaturito da un post il cui account sarebbe da riferirsi al portiere del Genoa e della nazionale di calcio italiana Matteo Perin. In quella dichiarazione si legge il dileggio di una popolazione, quella ciociara, facendo riferimento a un avvenimento storico che costituisce una delle più profonde ferite non solo del territorio che rappresento ma dell’intera nazione. Il riferimento è al più grave stupro di massa della storia recente perpetrato dalle truppe nordafricane ai danni di gente inerme e allo stremo durante gli eventi bellici che hanno riguardato il fronte di Cassino. Ritengo che, qualora fosse accertato che la dichiarazione di cui si tratta sia da attribuire a Perin, la FIGC non possa ignorare quanto accaduto e debba prendere immediati provvedimenti”.

Romina D’Aniello