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Il “giudice ragazzino” è tornato al suo posto a San Giorgio a Liri

“Abbiamo ricordato un eroe del quotidiano, abbiamo celebrato la memoria di un uomo semplice che con passione e certezza ha lottato contro l’ingiustizia. Rosario Angelo Livatino era un magistrato che amava la sua terra. È stato assassinato all’età di 38 anni dalla criminalità organizzata. Il suo sacrificio è per tutti noi un grande esempio di come la propria vita possa essere messa al servizio della propria comunità”. Così il sindaco Francesco Lavalle ha presentato la cerimonia di commemorazione che si è svolta presso il centro polifunzionale di San Giorgio a Liri.

Con l’occasione, nella sala del centro polifunzionale di San Giorgio a Liri che porta il suo nome per volere dell’allora sindaco Achille Migliorelli è stato ricollocato il quadro restaurato a cura del pittore Tonino D’Arpino raffigurante “il giudice ragazzino”. La tela alcuni anni fa era stata oggetto di atti vandalici.

Ha aperto i lavori Emiliano Pelagalli. Sono seguiti, dopo i saluti del parroco don Pius Miclaus, gli interventi del professor Gianrico Ranaldi dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, di Monsignor Alessandro Recchia, vicario della diocesi di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo, della giornalista Angela Nicoletti e Achille Migliorelli, nipote dell’ex sindaco, chiamato a spiegare i motivi che spinsero il nonno ad intitolare la sala proprio a Livatino. Presente il dottor Raffaele Mascia, dirigente del Commissariato di Ps di Cassino e Vicequestore di Frosinone. La giornata è stata allietata dalle musiche di Eugenia Cardillo e Silvano Boschin.