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Una canzone per rinascere dal Covid

Elevare il brano “Rinascerò, rinascerai” a patrimonio dell’Umanità e renderlo inno del 18 marzo, proclamata giornata nazionale dedicata alle vittime del Coronavirus.

La proposta è di Giuseppe Sebastianelli, già consigliere comunale della città di Cassino, che ha scritto al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, alla Regione Lombardia, a Roby Facchinetti e a alla signora Tiziana Giardoni, vedova di Stefano D’Orazio.

“Credo che tutti siano rimasti commossi dalla canzone “Rinascerò, rinascerai” di Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio, scritta e cantata per la città di Bergamo, ferita in maniera tanto violenta dal Coronavirus, e già tradotta in moltissime lingue per la sua forza evocativa del sentimento della speranza.

Se è vero, com’è vero, che la musica unisce, consola e conforta, certamente questa canzone sarà una terapia molto efficace. E per rinascere ci vuole tanta unione: lo sa bene la nostra città di Cassino, una città rasa al suolo dalle bombe durante la seconda guerra mondiale e ricostruita, pietra su pietra, dai suoi abitanti sopravvissuti, che furono consapevoli di dover raccogliere insieme alle macerie anche la memoria e di rialzarsi per sé e per chi non ce l’aveva fatta”, ha detto Giuseppe Sebastianelli.

“Questa canzone – è infatti convinto Sebastianelli, che è anche un fan dei Pooh – nasce per Bergamo, ma sicuramente è estendibile a tutta l’Italia e al mondo, che nella sua globalità nel 2020 si è scoperto fragile, indifeso, insicuro. L’emozione che ha suscitato questo testo va sicuramente oltre i confini di una città”.