Viaggio nella memoria tra i vicoli di Esperia

di Romina D’Aniello

Sapori, profumi, musica e atmosfera d’altri tempi, dei tempi che erano scanditi a Esperia dai ritmi del lavoro nei campi e delle attività artigianali si potranno rivivere il 17 agosto, in occasione della tredicesima edizione della Festa del Vicolo Esperiano.

L’iniziativa, curata dall’omonima associazione culturale presieduta dall’inossidabile Giuseppe Paliotta e dal primo collaboratore Mariano Di Costanzo, è frutto di una scommessa lanciata dagli abitanti dell’antico borgo per affrancarsi da una sorta di torpore culturale collegato all’abbandono che negli anni ha subito il centro.

Archi, vicoletti, portoni custodiscono valori, cultura, storia, tradizioni, che, intrecciati di generazione in generazione, costituiscono la storia di Esperia superiore. Da qui l’idea di far rivivere l’antico borgo, che si potrà raggiungere anche con navette gratuite, e di portarlo per una notte alla sua antica vita, semplice, ma autentica. Tutto intorno le sue bellezze architettoniche, i suoi edifici di grande pregio, gli artigiani e i contadini.

vicolo-foto-1Un momento della passata edizione.

Il 17 agosto a partire dalle 17,00, lungo il percorso, che da via XXX Settembre si dipana in via Guglielmo Marconi, via degli Archi, piazza Ciavolella, via degli Ulivi, borgo San Bonifacio, via Andrea Doria, svincolo della Creta, e termina in piazza Roma, si potranno incontrare per esempio maniscalchi, sarti, scalpellini, falegnami. Nelle antiche cantine, tra cui una dedicata ai giovani, saranno in bella mostra gli attrezzi agricoli e artigianali, mentre gli antichi mestieri saranno riportati in vita grazie a chi ha appreso quelle “arti” dai nonni e dai padri. Intanto, musica e canti popolari animeranno le stradine. Ma naturalmente, come si conviene alla cultura contadina, dalle 19,30 sarà possibile degustare i piatti tipici e i prodotti degli Aurunci, come la polenta della nonna, la pasta alla contadina, il cinghiale del bosco esperiano, i fiori di zucca, le pizzette fritte, la trippa, il vino, il pane tipico. Ultimo “ingrediente” la musica: degli organetti inevitabilmente. Giovani artisti di strada per tutta la notte daranno vita a spettacoli, canti e balli popolari.

“Non abbandoniamo l’idea fatalista dell’ineluttabile destino della morte civile, psicologica, morale del nostro borgo: da questa idea e grazie ai nostri giovani abbiamo raccolto la sfida e da tredici anni riusciamo ad attirare migliaia di visitatori che scoprono e riscoprono i nostri vicoli insieme a noi”, ha detto Giuseppe Paliotta. Presenze numerosissime che hanno permesso all’associazione di finanziare il rifacimento della porta monumentale in bronzo della chiesa di Santa Maria Maggiore e San Filippo Neri.  

Durante l’evento resterà aperto il Museo de carsismo che custodisce il calco delle orme dei dinosauri presso Palazzo Spinelli con visita guidata gratis offerta dal parco  dei monti Aurunci”.

Post Author: redazione