Rilanciare il paese attraverso la poesia: la sfida lanciata ai giovani di Vallemaio

Una bellissima serata di poesia per lanciare un messaggio preciso: il futuro di Vallemaio si decide adesso, il piccolo centro della valle dei santi può morire di “vallefreddanite” (Vallefredda è l’antico nome del comune, da qui il nome dei residenti), oppure aprirsi ad un’altra cultura e dimostrare la voglia di collaborare, tutti insieme, tutte le associazioni, soprattutto i giovani, per dare nuova vita al paese. Il professore Alessandro De Bellis, presidente dell’associazione “L’Aspa” (che in dialetto locale significa “piazza”) e patron della Festa della Poesia che si è svolta venerdì sull’acropoli di Vallemaio davanti ad un attento e folto pubblico, in vetta al centro storico, sulle tracce della chiesa di San Tommaso che coronava il castello, ha illustrato lo spirito dell’evento, allietato dagli organetti diretti da Giuliano D’Alessandro: “Abbiamo raccolto tutte le poesie dei bambini ed ex bambini della scuola primaria che dal 2008 sono state premiate in diversi concorsi. In esse parla la voce “fanciulla” che sa guardare con stupore e cogliere il mistero dell’esperienza umana. Il nostro obiettivo è quello di dare vita presto a un laboratorio di scrittura creativa con il supporto di esperti”.

Il sindaco Fabio Merucci ha espresso l’orgoglio per una scuola “piccola, ma piena di opportunità, vittima prediletta dei tagli di fondi e cattedre, secondo la logica dell’efficienza economica; situazione aggravata dalle famiglie che portano i loro figli in scuole di comuni più grandi”. Ospiti della serata don Rosino Pontarelli e il maestro e artista Vincenzo Bianchi, che proprio nel centro storico ha realizzato vent’anni fa il Museo delle Ombre.

Ma i veri protagonisti della Festa della Poesia sono stati loro, i ragazzi che hanno dato lettura delle poesie raccolte nell’antologia: “L’amore per i bambini ci ha portato a coltivare e stimolare nei nostri scolari la passione per la poesia – hanno detto le insegnanti Francesca Caruso, Dorina De Magistris e Pina Di Mambro –. Versi semplici e spontanei, ma anche profondi, tipici di chi sa osservare e trattenere sensazioni ed emozioni e trasformarle in parole”.

Post Author: redazione