Nutrizione artificiale: non l’ultima spiaggia, ma la possibilità di vivere di più e meglio

“La nutrizione artificiale: gestione, rischi, procedure e costi” è il titolo del convegno, valido per la formazione continua in medicina, che si terrà venerdì 6 ottobre nella clinica Ini Città Bianca di Veroli. L’evento è patrocinato dai Comuni di Veroli e Frosinone, dalla Provincia di Frosinone, dall’Asl, dall’Ordine dei medici e dalla Sinuc (società italiana nutrizione clinica e metabolismo).

Ottiene l’attenzione mediatica solo quando si deve procedere alla sua sospensione, ma sono migliaia i pazienti a cui viene somministrata la nutrizione artificiale. Una foresta che cresce, ma, si sa, fa più rumore un ramo che cade.

La nutrizione artificiale è la procedura che consente a quanti non siano in grado di nutrirsi per via naturale di nutrirsi ed essere nutriti. Non l’ultima spiaggia, ma una metodica che consente una migliore e lunga qualità di vita. Artificiale, infatti, è la via di somministrazione, non ciò che viene dato. Può essere di tipo parenterale, cioè avvenire in vena, e riguarda il 20-25% dei casi, o può essere di tipo enterale (80%), in cui le miscele nutrizionali vengono immesse nel tubo digerente attraverso un sondino dal naso o con sonde nella parete addominale.

In Italia non esiste una normativa nazionale, ma solo leggi regionali distribuite a macchia di leopardo, con il nord che fa la parte del leone.

Il Lazio si è dotato di una legge nel 2002, la Dgr 920/02, e, successivamente, della Dgr 404/13. Intanto, per mettere fine alle disparità tra regioni, un gruppo di lavoro, fortemente motivato e proveniente dai settori pubblico e privato, il prof. Maurizio Muscaritoli della Sapienza di Roma, i dottori Glauco Messina e Giuseppina Imola del Gruppo Ini, il responsabile dell’unità di nutrizione artificiale dell’Asl di Frosinone dottor Francesco Coiera, ha elaborato il ddl n. 2552 depositato in Senato nell’ottobre 2016, che ha visto come prima firmataria la senatrice Maria Spilabotte.

Il 6 ottobre, oltre a dar voce alla foresta, si intende formare quanti più operatori (medici, dietisti, infermieri e farmacisti) al riconoscimento delle indicazioni alla nutrizione artificiale.

LA MALNUTRIZIONE è UNA MALATTIA

Una malattia misconosciuta e nascosta, che, si stima, secondo i dati Sinpe (società italiana nutrizione parenterale enterale) e Sinuc, in Italia riguardi il 45% dei pazienti ricoverati. Ciò comporta l’allungamento dei tempi di degenza con complicanze e morte legati alla malnutrizione nella stessa percentuale. Percentuale che sale al 65% nei pazienti ortopedici con fratture. La malnutrizione è responsabile delle lesioni da decubito o da pressione, con aumento di costi sia per l’allungamento dei giorni di degenza, fenomeni settici che per le complicanze ad essa correlate.

In provincia di Frosinone la nutrizione artificiale è una realtà ben consolidata e le percentuali sono in linea con i dati nazionali: su circa 250 pazienti viene effettuata nutrizione artificiale “pura”.

I relatori del corso del 6 ottobre illustreranno le problematiche medico-legali nell’impiego e sospensione della nutrizione artificiale, il consenso informato, i costi, i vantaggi che i pazienti oncologici spessissimo malnutriti hanno con il trattamento nutrizionale nell’affrontare chemio-radio, come si riconosce la malnutrizione e come si riconosce anche nell’obeso un quadro di sarcopenia. Combattere la malnutrizione si può e si deve: l’importante è riconoscerla.

Post Author: redazione