Acquafondata pronta per la 58esima edizione della Sagra degli Gnocchi

“Non pioverà, non vi fate scoraggiare dalle nuvole pomeridiane, domani sera ad Acquafondata si vedranno le stelle e si mangeranno gnocchi fatti con una ricetta custodita gelosamente dalle massaie del paese”. Il sindaco Antonio Di Meo invita tutti alla 58esima edizione di una delle sagre più longeve della provincia di Frosinone.

Appuntamento per sabato 25 agosto in piazza Municipio. Delle navette gratuite saranno a disposizione nel campo sportivo. E domenica mattina festival della zampogna.

L’origine della festa. 

Acquafondata è un  piccolo borgo montano  con economia  familiare,  legata prevalentemente alla pastorizia e alla coltivazione dei prodotti della terra.Il terreno  dei campi è  particolarmente adatto alla coltivazione della patata  rossa, un tipo di tubero che non trattiene l’acqua ed  ha permesso in tutti questi anni una produzione  di patate di qualità superiore alla media.  La “Sagra degli Gnocchi” nasce dunque proprio per valorizzare questa  realtà  rurale e per far conoscere le ottime patate rosse  del  paese.

La prima “Sagra degli gnocchi” si tenne precisamente nel 1961 per volere dell’allora sindaco Giovanni Fuoco, uomo onesto, leale amante della gente di Acquafondata.

Le massaie di Acquafondata.

Le massaie di Acquafondata sono persone meravigliose che amano il loro paese e lo esprimono ogni anno il giorno della Sagra nella preparazione degli gnocchi quando le loro mani esperte regalano ai visitatori e ai concittadini i sapori decisi della terra di Acquafondata. Quintali di farina da “ammassare” ma mentre si fanno gli gnocchi le “massaie” parlano, ridono e cantano e, tra risate e canti,  riescono a mitigare la fatica e la stanchezza di giornate laboriose nella preparazione degli gnocchi.  Guardandole si rimane incantati nel vedere la maestria dei loro movimenti. Ognuna ha un ruolo preciso e non interferisce sulle altre.

Queste donne, custodi della tradizione, accolgono con piacere tra di loro anche turisti e persone non abitanti nel paese che intendano portare un contributo nella preparazione di questa prelibata pietanza. E’ un momento di festa che fa sentire tutte le persone partecipanti un po’ più unite. E’ un momento di vera aggregazione dove ci si sente parte di un ”momento magico” che si realizza ogni anno grazie alla loro bravura e fatica fisica.

Tra tutte queste donne ricordiamo con piacere la signora Gilda Di Bona, colei che con maestria coordinò il lavoro delle altre massaie il primo anno della manifestazione. La sua attività  di “prima massaia” è proseguita per anni a seguire.

 

Gli gnocchi preparati secondo la tradizione di Acquafondata.

La sera prima della Sagra le “massaie” di Acquafondata lavano le patate con la buccia mettendole in una pentola con acqua fredda. La logica è sistemarle per bene ponendo le più grosse in basso e le più piccole in alto.

Una volta preparate le patate per l’ebollizione si coprono con un coperchio.bollire_patate

Una volta portata l’acqua a bollore, le lasciano cuocere per circa 30 minuti.

Quando le patate sono cotte, si pelano ancora bollenti facendo ovviamente attenzione a non scottarsi le dita poi, ancora calde, si schiacciano nel passapatate. Il purè così ottenuto va quindi lasciato raffreddare sulle spianatoie di legno ed una volta freddo si mescolerà con uova, un pizzico di sale, un pizzico di formaggio parmigiano e la farina.

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La quantità della farina necessaria può variare a seconda del tipo di patate. Si lavora la grande quantità di impasto con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo, ma non troppo duro. La lavorazione dell’impasto è un’operazione che richiede un bel po’ di energia. Inizialmente si fatica a maneggiare la pasta perchè risulta sempre appiccicosa. L’impasto ideale dovrebbe essere morbido e relativamente elastico, se è troppo molle e appiccicoso le massaie aggiungono un po’ di farina. Le massaie versano la farina un po’ alla volta ed impastano velocemente il composto perché una lavorazione troppo lunga renderebbe l’impasto colloso. Più gli gnocchi rimarranno morbidi, più risulteranno gradevoli al palato.

Si continua facendo dei rotoli di pasta. Si ottengono tanti panetti più piccoli da cui si formano tanti “serpentoni” della grandezza di un dito. Questi ultimi vengono tagliati a tocchetti lunghi al massimo due centimetri di lato. Per evitare che questi quadrotti di pasta si attacchino le “massaie” li spolverizzano leggermente di farina.

E’ il momento di “cavarli” (scavarli) ad uno ad uno ed uno al centro con un dito ottenendo la forma del tradizionale gnocco.

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Con il dito indice della mano destra si effettua una operazione delicata che permette ai pezzetti di pasta di patate, tagliati dalle massaie, di avere un incavo nella loro parte centrale. Solo così il sugo che condirà gli gnocchi avrà la possibilità di essere assorbito dall’impasto nel migliore dei modi.

Gli gnocchi così ottenuti sono posti su dei vassoi di cartone infarinati. Gli gnocchi vengono cotti in abbondante acqua salata. La cottura sarà abbastanza veloce, per cui si “tuffano” gli gnocchi pochi alla volta in modo che l’acqua mantenga sempre il bollore e rimanga in movimento.

Non appena verranno a galla saranno cotti e tolti delicatamente dalla pentola con un mestolo forato o una schiumarola (mestolo bucarellato). Gli gnocchi vengono conditi con il sugo ed abbondante formaggio grattugiato.

[Fonte: sito istituzionale del Comune di Acquafondata]

Post Author: redazione